È morto a 85 anni Carlo Casini, ex magistrato e parlamentare della Democrazia Cristiana, Ppi, Ccd e, infine, Udc. Il fondatore del Movimento per la Vita da anni combatteva contro la Sla che l’aveva costretto all’immobilità e gli aveva tolto l’uso della parola. L’annuncio della scomparsa è stato dato dal quotidiano Avvenire, ricordando che gli ultimi mesi di vita di Casini sono stati “un calvario per il progredire della Sla”. Al suo fianco, come sempre durante la malattia, la moglie e i figli, tra i quali anche Marina Bandini che ne ha raccolto il testimone nell’impegno alla guida del Movimento.

Casini viene ricordato soprattutto per le sue battaglie alla guida del Movimento per la Vita, fondato nel 1980, che nel suo statuto si dichiara impegnato “a promuovere e difendere il diritto alla vita e la dignità di ogni uomo, dal concepimento alla morte naturale”. Le battaglie contro l’aborto e l’eutanasia sono infatti quelle che più hanno contraddistinto la vita politica di Casini che fu tra i promotori del referendum per l’abrogazione della legge 194 del 1978 sull’aborto. Pretore e pm fino al 1979, nel 1975 indagando sulla “clinica degli aborti” mise le manette e fece trasferire nel carcere delle Murate il segretario del Partito Radicale, Gianfranco Spadaccia.

Nato a Firenze il 4 marzo 1935, era entrato in magistratura nel 1961. Dal 1963 al 1966 è stato pretore a Empoli e dal 1966 al 1979 sostituto procuratore a Firenze. Dopo l’impegno come parlamentare è stato consigliere presso la Corte di Cassazione dal 1999 al 2003. È stato anche docente di diritto internazionale, diritti umani e bioetica presso il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum di Roma.

Dopo la magistratura, Casini intraprese la carriera in politica nelle fila della Democrazia Cristiana. Venne eletto alla Camera per la prima volta nel 1979. Dopo lo scioglimento della Dc, aderì al Partito Popolare Italiano e in seguito passò al Centro Cristiano Democratico (Ccd), per il quale fu ricandidato alle elezioni europee ma non eletto, e successivamente all’Udc. È stato eletto parlamentare europeo nelle elezioni del 1984, del 1989 e del 1994. Ritornò al Parlamento europeo nel maggio 2006, subentrando ad Armando Dionisi, nel frattempo eletto deputato nazionale.

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