Ora mettetevi comodi e facciamo insieme un esperimento mentale. Supponiamo che un’organizzazione internazionale – la Spectre, George Soros, gli hacker russi, le multinazionali dei Tamponi&Amuchina… – cercasse da tempo una cavia per un esperimento tipo Truman Show: mostrare come si può convincere un’intera nazione di qualcosa d’inesistente. Perché, direte voi? Per tutte le ragioni per cui si fanno gli esperimenti: per vedere come va e poi poterci riprovare con obiettivi più ambiziosi, tipo la conquista del mondo. Ma sì, come con il Cile di Pinochet – o era il Venezuela? Di Maio, aiuto! – su cui si sperimentarono, ai tempi, le ricette neoliberiste poi applicate in tutto il pianeta.

Per un esperimento del genere, l’attenzione doveva fatalmente concentrarsi sull’Italia: che, di epoca in epoca, è stato la culla del cattolicesimo, il ventre molle della Nato, e oggi è la Silicon Valley del populismo. Quasi a colpo sicuro, dunque, l’organizzazione, d’ora in poi, per semplicità, chiamiamola Spectre, ha cominciato a diffondere la voce di un misterioso virus, naturalmente proveniente dalla Cina: paese favoloso sin dai tempi di Marco Polo, un altro che si era praticamente inventato tutto. Una malattia che lì, come in ogni Truman Show che si rispetti, ha provocato migliaia di morti, la chiusura di intere regioni e l’imbarazzo del regime: figuriamoci.

Il trucco è consistito non tanto nel collocare l’epicentro del virus in altri luoghi improbabili – Codogno, addirittura Vo’ Euganeo: ma avete controllato sulle carte del Touring? – quanto nella finestra temporale in cui, tutti gli anni, si scatena l’epidemia influenzale, ogni anno con virus parzialmente diversi. Anche quest’anno, dunque, ci sarebbero state infallibilmente febbri, tossi, influenze e, purtroppo, morti fra persone anziane, con malattie pregresse e difese immunitarie ridotte. Perfetto (per l’esperimento): le morti avrebbero potuto essere attribuite al misterioso virus cinese, il terrore sarebbe dilagato, e con esso l’isteria, stavolta non più securitaria e migratoria, ma con un altro aggettivo analogo, sanitaria.

Che il “popolo” ci cascasse, per la Spectre, era scontato: ma le autorità politiche? Tranquilli (si fa per dire): se già ci cascavano gli italiani, pronti a bersi qualsiasi leggenda, figuriamoci la classe politica, da loro scelta con il lanternino. L’opposizione più populista era scontato che ci cascasse: c’erano tutti gli ingredienti, la nuova peste, la paura dello straniero, la chiusura delle frontiere, sinora c’è mancata solo la caccia all’untore, ma forse siamo ancora in tempo. Il governo non era altrettanto ovvio, ma, fra code di paglia e diramazioni populiste, ha finito per andare a rimorchio dell’opposizione. Chissà se lo immaginavano, quelli della Spectre, il premier Conte che si aggirava per le reti televisive, con il golfino nero da epidemia.

Insomma, l’esperimento è perfettamente riuscito: città deserte, scuole e uffici pubblici chiusi, economia in ginocchio. Dopo l’isteria securitaria e quella migratoria, non ci siamo fatti mancare neppure quella sanitaria: e vai. Anzi, l’esperimento è andato al di là delle più rosee previsioni della Spectre: stiamo contagiando, non con il virus ma con l’isteria, i nostri vicini austriaci, e anche nostri ammiratori più insospettabili, tipo gli albergatori delle Mauritius e quei simpaticoni che, in Messico, scandiscono “Fuera, fuera” all’approdo delle nostre navi da crociera, attese sino a ieri come una benedizione. Ora speriamo solo che non chiudano le frontiere anche i paesi africani, sennò dove emigriamo, stavolta?

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