Il presidente della Lombardia Attilio Fontana, la regione più colpita dal coronavirus, ha ricevuto molte critiche per aver indossato la mascherina durante una diretta Facebook. Concordo con chi ritiene questa mossa del governatore un grave errore. Lo dico dal punto di vista della comunicazione e in questo post vi spiego il perché.

In tutta onestà devo ammettere di essere dispiaciuto di questa uscita di Fontana, perché nei giorni scorsi a chi mi ha chiesto un’opinione sulle strategie comunicative di governo, opposizioni e Regioni sull’emergenza coronavirus, rispondevo che il modello da seguire era proprio la Lombardia. Fontana e l’assessore al Welfare Giulio Gallera hanno gestito la comunicazione dei primi giorni della crisi con chiarezza ed equilibrio, ammettendo le difficoltà ma trasmettendo allo stesso tempo l’idea di lavorare duramente e con determinazione al contenimento dell’epidemia.

Poi si è rotto qualcosa, a causa di Matteo Salvini. Due giorni fa i presidenti delle regioni più colpite dal virus, Lombardia e Veneto, entrambi leghisti, hanno improvvisamente alzato i toni attaccando Conte. Un atteggiamento non in linea con i toni collaborativi di Fontana e Luca Zaia nei giorni precedenti. Questo cambio di comunicazione è arrivato al culmine di una serie di attacchi di Salvini a Conte, accusato da quest’ultimo di essere l’unico leader a non voler collaborare, e poche ore prima del colpo di scena dello stesso leader leghista che ha telefonato a Conte per offrire una collaborazione (basata su alcune proposte della Lega) a cui è seguita oggi la proposta di un governo di unità nazionale senza Conte.

Dunque, se Fontana e Zaia hanno alzato lo scontro con Roma su richiesta di Salvini, sono stati semplicemente usati da lui per preparare il colpo di scena di oggi e farlo passare improvvisamente come leader responsabile, che vuole unità fra partiti (perfino con Matteo Renzi) e istituzioni nella gestione dell’emergenza. Ovviamente cacciando coloro che ritiene abbiano fallito nel compito, come Conte.

In tutto questo, come abbiamo visto, c’è l’episodio della mascherina di Fontana ad aggravare la situazione.

Il gesto di Fontana non mi piace per due motivi:

1. Il primo, il più ovvio, è che da un’istituzione – soprattutto se è il presidente della regione con più morti e contagiati – ci dobbiamo aspettare una comunicazione equilibrata. Attenzione, non ho detto “rassicurante”, perché questo a volte può significare mentire. Le istituzioni non devono “rassicurare” anche a costo di negare i fatti. Devono informare con chiarezza, dunque dicendo la verità, e con equilibrio. Per equilibrio intendo emotivo, mostrandosi composti e sicuri di sé. Esattamente come stavano facendo fino a qualche giorno fa Fontana e Gallera.

2. Il secondo motivo per cui trovo grave la mossa di Fontana è che si tratta di un’uscita volutamente spettacolare, fatta allo scopo di attirare l’attenzione. Fontana poteva dire tutto quello che ha detto (cioè che è negativo al test ma dato che una sua collaboratrice è positiva si mette in autoisolamento per 14 giorni) senza però fare il gesto plateale della mascherina. Un gesto finto, fatto al solo scopo di attirare l’attenzione, anche perché la mascherina non è idonea essendo senza filtro. Ma soprattutto si tratta di gesto comunicativamente pericoloso, perché fornisce una foto spettacolare destinata a diventare virale.

Una della caratteristiche dei contenuti virali è che essi sono in grado di suscitare emozioni forti, come lo stupore, l’indignazione, l’ansia e il divertimento. Lo screenshot fornito da Fontana è un contenuto virale da manuale perché fornisce stupore (un presidente di Regione con la mascherina non è cosa da tutti i giorni), indignazione (irresponsabile, stai diffondendo il panico), ansia (è infetto perfino lui? Cosa vuole dirci, ci dobbiamo preoccupare, dobbiamo tutti mettere la mascherina?) e ovviamente dal lato dei meme un’immagine del genere offre anche divertimento per le battute a cui si presta.

Se ascoltassimo le parole del video di Fontana non proveremmo panico. Il tono è sereno, lui spiega di stare bene e chiede di non spaventarsi. Ma se le parole sono importanti, le immagini lo sono ancora di più nell’era dei social. Una foto gira da sola, senza le parole che l’accompagnano, e siamo noi a darle l’interpretazione che vogliamo. Fornire uno scatto del genere è irresponsabile per questo. Un politico deve saperlo e dovrebbe mettere gli interessi del territorio che amministra sempre al di sopra del proprio ego.

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