Il Fondo monetario internazionale taglia di 0,1 punti percentuali la stima di crescita del Pil globale nel 2020. È questo l’impatto del coronavirus sull’economia mondiale secondo il Fmi, che ha invece ridotto al 5,6% la crescita della Cina per quest’anno (0,4% in meno). La nuova stima si basa su uno scenario in cui “le politiche annunciate sono implementate e l’economia cinese tornerà alla normalità nel secondo trimestre. Di conseguenza, l’impatto sull’economia mondiale sarebbe relativamente minore e di breve durata“, ha spiegato Kristalina Georgieva, direttrice generale del Fmi in una dichiarazione diffusa al G20. “Ma stiamo anche valutando scenari più catastrofici nei quali la diffusione del virus continua più a lungo e più globalmente e le conseguenze sulla crescita sono più durature“, ha specificato Georgieva.

L’allarme del Fmi arriva al G20 dei ministri finanziari e dei governatori delle banche centrali che si riunisce oggi e domani (il 22 e 23 febbraio) a Riad, in Arabia Saudita. Il Fondo monetario internazionale nell’ambito dell’emergenza “è pronto a dare aiuto, anche attraverso il fondo per il contenimento delle catastrofi che può provvedere sovvenzioni per sollevare dal debito i nostri membri più poveri e vulnerabili”, ha aggiunto Georgieva. “A gennaio abbiamo previsto che la crescita globale si rafforzasse dal 2,9% dell’anno scorso al 3,3% quest’anno. Da allora, Covid-19, un’emergenza sanitaria globale, ha interrotto l’attività in Cina. E voglio dire qui che le mie più sentite condoglianze vanno alla popolazione cinese e degli altri paesi colpiti” ha proseguito la direttrice generale del Fmi.

“Mentre l’impatto dell’epidemia continua a manifestarsi, la valutazione dell’Oms è che con misure forti e coordinate, la diffusione del virus in Cina e nel mondo può ancora essere contenuta e la tragedia umana arrestata. Stiamo ancora imparando come questo complesso virus si diffonde e le incertezze sono troppo grandi per consentire previsioni affidabili“, ha poi sottolineato Georgieva. “Possono verificarsi molti scenari, a seconda della rapidità di contenimento del virus e della rapidità con cui l’economia cinese e le altre economie interessate tornano alla normalità“, ha spiegato nella dichiarazione diffusa al G20.

“Le autorità cinesi stanno lavorando per mitigare l’impatto negativo sull’economia, con misure di contrasto alla crisi, disponibilità di liquidità, misure fiscali e di sostegno finanziario. Ho avuto un ottimo confronto con il Governatore Yi Gang e altri alti funzionari e ho assicurato loro il nostro sostegno a queste misure”, ha continuato Georgieva, per poi evidenziare che “la cooperazione globale è essenziale per il contenimento del Covid-19 e del suo impatto economico, in particolare se l’epidemia risulta essere più persistente e diffusa. Per essere adeguatamente preparati, è giunto il momento di riconoscere il potenziale rischio per gli stati e i paesi fragili con sistemi sanitari deboli“, ha concluso.

Il coronavirus quindi minaccia la “fragile ripresa” globale che, pur procedendo, rischia una nuova battuta d’arresto. L’impatto dell’epidemia resta tuttavia ancora tutto da definire: l’unica certezza sta nell’attesa frenata dell’economia cinese nel primo trimestre, seguita da un’accelerazione in grado di limitare i danni su base annuale. Si tratta però di stime incerte basate sull’ipotesi che il virus sarà contenuto in tempi brevi: se così non fosse il bilancio sarebbe ben più pesante per l’economia mondiale fra il calo della fiducia e un’interruzione delle filiere di approvvigionamento.

Le grandi aziende alla finestra seguono gli sviluppi. Se Apple teme per la produzione di iPhone, segnali positivi arrivano da Fca e General Motors che riprendono la produzione in Cina. Pechino intanto, secondo indiscrezioni, sarebbe pronta a prendere il controllo del gruppo HNA e a vendere i suoi asset aerei dopo che l’epidemia scoppiata ha messo a rischio la capacità del colosso di far fronte ai suoi obblighi finanziari.

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