“Il Salone di Ginevra, ad oggi, si farà. Siamo in contatto con l’OMS e col Dipartimento federale della salute che ci conferma che non c’è nessuna ragione per annullare la manifestazione. La Svizzera non ha avuto un solo caso di Coronavirus e in Europa c’è stata una sola persona deceduta per il virus: un signore di 80 anni, a Parigi. Abbiamo preso tutte le misure di prevenzione necessarie e non esiste alcuna restrizione sanitaria ai viaggi in Svizzera”. Queste le parole di Maurice Turrettini, Presidente del Salone di Ginevra, consapevole dei rischi del virus ma sicuro che si sta facendo il possibile per garantire il regolare svolgimento di quello che continua ad essere il punto di riferimento dei saloni auto in Europa.

Sono 4 gli espositori che arrivano dalla Cina e 2 da Hong Kong, la maggior parte di loro è già presente in Europa da diverso tempo. La situazione è completamente diversa rispetto al Mobile World Congress di Barcellona, poi annullato, dove il 40% degli espositori veniva dalla Cina. Sono invece 63 i giornalisti cinesi accreditati, ma non si sa se verranno o meno. Anche il Direttore Generale del Salone, Olivier Rhis, spiega che “razionalmente non c’è motivo di avere paura, ma irrazionalmente lo capisco. Del resto non bisogna dimenticare che la classica influenza uccide ogni giorno più persone di quanto non lo faccia il Coronavirus, ma ormai a questo ci siamo abituati. Non c’è nessun motivo per avere paura di venire a Ginevra”.

Forse, pur non dicendolo apertamente, più che per il contagio Turrettini è preoccupato per il futuro del Salone, che conta molte defezioni tra i costruttori. “Stiamo cercando di parlare con le Case auto per capire i motivi delle assenze. Alcune non ci rispondono neanche, altre rimandano a problemi finanziari, altre ci dicono che il Salone non è più un modo corretto per comunicare e altre ancora che se non hanno anteprime mondiali da mostrare non vengono. Ormai le marche amano comunicare in modo diverso: al Superbowl, alle sfilate di moda a Milano o vanno sulla piazza Tienammen”.

“La cosa negativa – continua Turrettini – è che a causa di questo sono 17 i brand che non parteciperanno quest’anno ma la cosa positiva è che un nome come Hyundai, che l’anno scorso non c’era, ha deciso di tornare e lo farà anche con delle anteprime con motorizzazioni alternative. Ci sono poi una ventina di nuove marche che verrano con un veicolo inedito, questo è un buon segno. Quest’anno ci sarà anche la prima auto mai prodotta in Sri Lanka, l’hypercar Vega EVX. Ma abbiamo delle preoccupazioni, il futuro dei Saloni è complicato”.

Per i 17 costruttori che hanno deciso di non partecipare, in compenso ce ne sono tre che non hanno perso nessuna edizione delle 90 fino ad ora realizzate del Salone: Renault, FCA e Bentley. Ma la crisi rimane e, per superarla, quello che si prova a fare è di cambiare il format proponendo a tutti, giornalisti, Case auto e visitatori, delle “esperienze”. Ecco perché quest’anno a Ginevra si lavora come se fosse un Festival, spiega anche Rihs: il padiglione 7, ad esempio, sarà ribattezzato GYMS Discovery e all’interno verrà allestito un circuito indoor di 456 metri dove tutti potranno provare 48 auto con motorizzazioni alternative. Ci saranno 2 auto a idrogeno, 1 a gas naturale, 6 ibride e le altre tutte elettriche. Basterà registrarsi sull’applicazione o sul sito e sperare di essere estratti: ci saranno 11.000 test che non saranno comunque sufficienti per tutti i visitatori attesi, previsti in calo rispetto ai 610.000 del 2019, ma comunque tra i 500.000 e i 600.000, con quelli provenienti dall’Italia come al solito numerosi e in prima fila.

Ci sarà poi una zona interamente dedicata alle startup, il GYMS Tech, dove sarà anche possibile provare bici elettriche, monopattini e i veicoli a due ruote di SEGWAY. Sempre per tenere alto il livello dei contenuti e l’interesse dei visitatori viene creato il VIP Day: mercoledì 4 marzo i visitatori, pagando un biglietto decisamente più caro potranno partecipare a 5 conferenze con piloti, CEO e personalità del mondo dell’auto che si riuniranno per parlare di Formula E, guida autonoma, digitalizzazione delle vetture, elettrificazione e diversità di genere nel motorsport.

Complessivamente, in sintesi, ci saranno 150 espositori, 90 anteprime mondiali ed europee annunciate fino ad ora, 68 conferenze, 3.000 persone al lavoro. Quando poi chiediamo a Turrettini come sarà il Salone di Ginevra del futuro, lui risponde così: “ci stiamo facendo molte domande e parleremo ancoa con le Case. La Fondazione è a disposizione per promuovere l’industria automobilistica. Se i principali attori dell’industria automobilistica ci diranno che non vogliono più il salone, allora ci fermeremo.” Certo la situazione è complessa, ma per il momento Ginevra continua a rimanere un punto di riferimento in Europa grazie principalmente a tre fattori: la sua neutralità, la sua organizzazione impeccabile e il fatto che è visitabile in una mezza giornata. Per concludere, chiediamo a Turrettini cosa consiglierebbe ai suoi colleghi degli altri Saloni e lui risponde così: “non dò nessun consiglio perché non vorrei avere concorrenti. E loro farebbero altrettanto, perchè vogliamo tutti la stessa cosa: essere l’ultimo a sopravvivere”.

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