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Governo, Conte: “La vera emergenza è la crescita, non possiamo essere fanalino di coda. A giorni cura da cavallo per il Sistema Italia”

Il premier ha parlato con i cronisti mentre stava lasciando il Senato, dopo le comunicazioni in vista del Consiglio europeo di domani: "Il sistema Italia dà il meglio di sé davanti all’emergenza singola, vedi il ponte Morandi, adesso sull'Ilva ecc.. Creeremo un’emergenza nazionale, tutti quanti saranno coinvolti, tutti daranno un contributo"
Governo, Conte: “La vera emergenza è la crescita, non possiamo essere fanalino di coda. A giorni cura da cavallo per il Sistema Italia”
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Dice che bisogna ragionare come se fossimo “in emergenza” che a breve lancerà “una cura da cavallo per l’Italia” e chi gli chiede se questo Renzi lo sta tenendo sulle spine, risponde: “Non si dice questo Renzì, è il senatore Matteo Renzi, leader di un partito di maggioranza, Italia Viva“. Se poco prima l’ex premier aveva lanciato segnali di apertura all’attuale inquilino di Palazzo Chigi direttamente dal suo banco di Palazzo Madama (“Pensare che le fibrillazioni interne possano portare ad una presa di distanza sarebbe un atto gravemente sbagliato”. E ancora: “Lei al Consiglio europeo ci rappresenta appieno”), poco dopo Giuseppe Conte si sdebita, gelando un cronista che lo ha fermato mentre stava lasciando il Senato, dopo le comunicazioni in vista del Consiglio europeo di domani.

Per il resto il presidente ha spiegato che il Paese è “in emergenza, quindi questi giorni sono la base per ripartire. I numeri di crescita non ci possono soddisfare, non possiamo essere fanalino di coda, possiamo parlare di vera e propria emergenza, che dobbiamo condividere tutti. Il sistema Italia dà il meglio di sé davanti all’emergenza singola, vedi il ponte Morandi, adesso sull’Ilva ecc.. Creeremo un’emergenza nazionale, tutti quanti saranno coinvolti, tutti daranno un contributo”. Il presidente del consiglio ha inoltre aggiunto che intende prendersi “qualche giorno per poi lanciare una cura da cavallo per il sistema Italia. Siamo in emergenza, e dobbiamo tutti lavorare, ciascuno chiaramente per le responsabilità che si assume in base al ruolo che ha. Dobbiamo ragionare come fossimo in emergenza, quando ragioniamo di emergenza riusciamo a coordinarci al meglio”. Una verifica in parlamento? “Noi siamo concentrati” sull’azione di governo, “i titoli dei giornali non mi appassionano“, ha ripetuto Conte, riferendosi alle fibrillazioni dei giorni scorsi coi renziani. Sui tavoli di maggioranza dei giorni scorsi, il premier si è invece detto “soddisfatto” sull’andamento dei tavoli di maggioranza di Agenda 2023.

Nonostante i segnali di apertura di oggi, la giornata di ieri si era chiusa con l’avvertimento del premier fatto trapelare da fonti di Palazzo Chigi, a Renzi. Ovvero “dica apertamente se vuole andare avanti o chiarire” perché “così non si può andare avanti”. E se sarà necessario, il premier ha fatto sapere di essere pronto ad affrontare “il voto di fiducia in Parlamento”. La mattina si è aperta con il leader di Italia viva che prende la parola nell’Aula del Senato, subito dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio sul vertice straordinario Ue: “Pensare che le fibrillazioni interne possano portare ad una presa di distanza sarebbe un atto gravemente sbagliato”. E ancora: “Lei al Consiglio europeo ci rappresenta appieno”. Sembrerebbe un tentativo di mediazione, se non fosse che l’ex premier si è già premurato di annunciare che questa sera, dallo studio tv di Bruno Vespa a Porta a porta, dirà cose importanti “per il prosieguo della legislatura”. Per il momento è presto per parlare di tensioni rientrate: è di poche ore fa l’ostruzionismo di Italia viva a Palazzo Madama sul decreto Intercettazioni e Renzi non ha intenzione di abbassare i toni.

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