Dopo i risultati delle ultime elezioni regionali all’interno del Movimento 5 stelle ci sono diverse correnti di pensiero, tra chi prospetta un ritorno alla vicinanza con Matteo Salvini, chi, invece, pensa a un futuro progressista con i dem, e chi, ancora, preferirebbe rimanere autonomo rispetto ai due poli. “Terza via? Se è solo una cosa strategica non va bene. Noi siamo sicuramente qualcosa di diverso, ma in questo momento politico, che è diverso a quello di dieci anni, il nostro principale interlocutore è chi occupa il campo progressista, cioè il Pd e le altre forze di sinistra. Per quanto riguarda me io con Salvini non ci torno più”, dice Emanuele Dessì, tra i firmatari del documento per avviare una riforma interna, prima della riunione congiunta dei gruppi parlamentari. “Se avessi voluto stare nel Pd mi sarei candidato nel Pd”, è invece l’opinione di Stefano Buffagni, viceministro dello Sviluppo economico del M5S. “Sono convinto che il Movimento debba pensare a se stesso e non pensare a fare scelte per allargare ‘il campo’ e quant’altro, altrimenti giustamente la gente vota l’originale e non capisco perché dovremmo dire agli italiani di fare altre scelte. Con un sistema elettorale proporzionale il M5S da forza politica indipendente può dare il massimo e questa secondo me questa è la priorità”. Nessuno dei due, però, esclude la possibilità di scissioni interne. “In democrazia, dopo gli ‘Stati Generali’ chi è in minoranza si adegua oppure se ne va”, spiega Dessì. “Se poi qualcuno se ne vuole andare, io cono sempre per la libertà”, gli fa eco Buffagni.

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