Il segretario del Pd Nicola Zingaretti lo aveva annunciato l’11 gennaio scorso, due settimane prima delle elezioni regionali: “Sciolgo il Partito democratico e lancio il nuovo partito, aperto alla società civile e ai movimenti”. Ora, dopo la vittoria convincente di Stefano Bonaccini in Emilia e il buon risultato del Pd anche in Calabria (dove è primo partito), Zingaretti ha rivendicato la bontà di quanto fatto finora e confermato la strada tracciata per il futuro prossimo: “Credo sia la vittoria di una strategia politica: un partito unito, da alcuni mesi talmente unito che non ve ne siete nemmeno accorti! Una forza unita ma non settaria – ha detto Zingaretti – vogliamo intorno al Pd un campo di forze, utile nei sistemi maggioritari ma anche per Paese che va verso una bipolarizzazione. Dobbiamo investire sul Pd, ma in maniera aperta”. Il segretario, poi, ha sottolineato che ora si apre “una fase di rinnovamento” e che “responsabilità non è subalternità“, bensì “mettere al primo punto il bene dell’Italia e degli italiani”. Da qui la considerazione su quanto successo in Calabria, dove “ha pesato l’unità della destra a fronte di un campo di forze di centrosinistra che o è unito o perde credibilità”. Per questo motivo, a sentire il leader dem, “la costruzione di un campo unito per combattere è molto importante“.

Nell’analisi del segretario non poteva mancare il riferimento alle Sardine: “Voglio tornare a ringraziarle – ha detto Zingaretti – Sono un movimento di persone che va rispettato nella sua autonomia, ma è stata una sana scossa democratica che ha convinto tanti a uscire di casa e andare a votare. È una grande energia democratica per il Paese – ha aggiunto – una nuova generazione italiana ci ha di nuovo sorpreso, pareva che l’Italia andasse in un’altra direzione“. Il discorso si è poi spostato sui prossimi appuntamenti elettorali, ovvero le regionali della prossima primavera, quando andranno al voto i cittadini di Campania, Puglia, Toscana, Liguria, Marche e Veneto. Il ragionamento di Zingaretti è netto: “Nelle altre regioni dove si andrà a votare vogliamo alleanze più larghe possibili, lo dico alle forze di maggioranza, ma anche ai sindaci e ai movimenti civici. Si parta subito regione per regione per tornare a vincere nelle sfide che avremo a breve”. In tal senso, Zingaretti non ha nascosto alcune criticità contingenti: “Quello che non vogliamo tacere è una difficoltà di radicamento nei piccoli centri – ha spiegato – per questo faremo presto un grande evento degli amministratori del Pd dei piccoli centri. Ma ora pensiamo alle sfide nelle 6 Regioni e nei comuni che andranno al voto prima dell’estate”.

Tornando sul voto in Emilia e Calabria, invece, il segretario del Pd ha voluto ringraziare, “a nome di tutto il gruppo dirigente” il candidato presidente Pippo Callipo e il riconfermato Bonaccini: “Stefano ha fatto un’ottima campagna elettorale, uno dei valori aggiunti di una grande alleanza. È stata data la percezione vera che contro il tentativo di invasione delle destre, c’era una squadra unita e solidale che combatteva”. Sempre sul piano nazionale, Zingaretti ha sottolineato che “a volte la nostra responsabilità è stata scambiata per subalternità e i risultati credo che facciano chiarezza di questa sciocchezza. Si governa bene da alleati”. Da qui la considerazione sul Conte 2: “Dobbiamo capire che questa fiducia pone al governo un grande tema di spazio – ha detto il segretario – Abbiamo la percezione che raccogliendo i primi risultati della legge di Bilancio la differenza si vede. Vogliamo un governo del fare per andare avanti tutti”.

Di certo Zingaretti non ha fatto mistero che il risultato è un’ottima notizia per il governo: “La fiducia ricevuta nel voto pone al governo un grande tema di credibilità – ha detto – La differenza si vede sui primi effetti della legge di bilancio, abbiamo rimesso soldi nelle tasche degli italiani, dobbiamo continuare così. Vogliamo un governo del fare per andare avanti tutti. Conte – ha aggiunto – sta lavorando su un’agenda di lavoro, sosteniamo questo sforzo, faremo di tutto perché anche posizioni diverse si affrontino in spirito di unità. La sconfitta di Salvini vuole dire calo dello spread – ha continuato – uniamo alla stabilità ora la qualità del governo su ambiente, lavoro, scuola e università”. E ancora: “Mi aspetto un rilancio della stagione riformista del governo” e rispondendo a una domanda: “Con Conte mi sento continuamente, sta lavorando per aprire la fase due del governo”. Una fase in cui sarà giocoforza fondamentale il rapporto con il Movimento 5 Stelle, alle prese con l’ennesima delusione elettorale, ma anche con gli altri alleati: “Non userò mai la parola imporre e non pretenderò mai che alcuno degli alleati venga meno alle sue convinzioni – ha sottolineato il leader dem – Spero in uno spirito di maggiore collaborazione, ci è parso che finora in certe occasioni ha prevalso una volontà polemica anche a prescindere dal merito. Il voto ha premiato il Pd, un partito tranquillo e che ha contenuti, nonostante quel che è stato detto. Siamo più che disponibili con il premier Conte – ha detto ancora – ad aprire una stagione in cui ci si confronta e si trova il compromesso più avanzato”.

La chiusura dell’intervento, poi, è sul progetto del nuovo Pd: “L’11 gennaio ho annunciato una sfida di rinnovamento. Discuteremo nelle prossime ore nella riunione della direzione e poi nell’assemblea nazionale di un calendario per sviluppare questo dibattito anche alla luce degli appuntamenti elettorali che ci sono davanti – ha annunciato – tra cui il referendum di cui sarà presto decisa la data. Sentiamo l’esigenza di offrire all’Italia un grande contributo – ha aggiunto – Essere l’attore che chiama a raccolta il Paese per discutere e preparare un grande piano per l’Italia. Anche le persone comuni dovranno essere coinvolte. E una grande riforma che permetta a questo partito di fare una cosa semplice, far contare le persone“.

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