Prima proposta editoriale del 2020. Le indicazioni sull’invio delle proposte le trovate qui.

Incipit

Un bar a Milano, di sera.
Fuori, pioggia a secchiate. L’umido che entra nelle ossa, viscido e subdolo. Chiedo qualcosa di forte, per scaldarmi l’anima. Sto appoggiato al bancone, chiuso nello scrigno segreto dei fatti miei. All’improvviso con la coda dell’occhio intravedo un’ombra che mi si siede accanto.
“Anche a me lo stesso” ordina.
Istintivamente mi volto. Un uomo, sarà sui trenta. Bel viso, lineamenti regolari, armonici. Vestire ricercato, di classe.
Quando il cameriere ci porge i bicchieri, lui lo alza verso di me: “Alla salute! E che questo tempaccio se ne vada presto”.
Sono turbato. Lì per lì affogo nel whisky una specie di grugnito. Non è la mia passione, ma sempre meglio della grappa. Quando appoggio il bicchiere, ci guardiamo. Sento una deliziosa sensazione di caldo che comincia a invadere tutto il corpo: il whisky sta cacciando via l’uggia di quella serata livida. Una ridda di pensieri confusi si affollano e mi portano lontano. Poi i miei occhi tornano su di lui.
Le labbra contratte. Un sì nervoso col capo. Non che volessi dire niente di speciale, né sottintendere alcunché. Lo guardo meglio: sul suo volto, un’espressione di serenità quasi infantile, che mi colpisce. Mi sorride, senza parlare. Dico soltanto: “Mi chiamo Alberto”.
“E io Enrico.”
“Cosa fai?”
“Mi occupo di integrazione culturale.”
A quelle parole, mi sento subito risucchiato in un gorgo sfavillante di cultura e di intelligenza. Ne avevo bisogno, dopo i trascorsi infelici della scuola.

Estratto

Non avevo mai sentito quella musica.
Lui, di fronte a me, come fosse sul palcoscenico della Scala, prese a danzare con estrema eleganza, come il suono dell’arpa suggeriva. Librandosi nell’aria, leggero come una farfalla, teneva in sospeso i movimenti, in attesa che le note lo indirizzassero verso il prossimo passo.
E io guardavo, ammirandolo nell’armonia che il suo corpo flessuoso insinuava.
“È Lo schiaccianoci” disse sorridendo.
Quando l’orchestra attaccò il motivo, prese a piroettare da far girare la testa, come una visione fantastica, sollevato da terra per tempi impensabili. E sempre mi guardava con i suoi grandi occhi. Mi sorrideva e le sue labbra erano un invito alla meraviglia a cui non sapevo più resistere.
Conquistato dalla coreografia, emozionato, trasportato nell’alto dei cieli dalla sua ineguagliabile grazia, senza pensare mi alzai e cominciai a spogliarmi.
Vidi la sua sorpresa, che divenne subito gioia, e i suoi volteggi aumentarono d’intensità in sintonia con l’orchestra.
Dopo poco, sforzandomi anch’io di andare a tempo di musica, fui nudo davanti a lui, eccitato da non dire.
Mi si avvicinò e mi prese una mano mentre continuava a ballarmi attorno.
L’orchestra stava crescendo di volume. Sempre più strumenti suonavano. Il ritmo si faceva vorticoso. Si liberò della camicia.
Quando finalmente la musica si arrestò mi baciò. Il silenzio calò su di noi. La luce si spense: non resistetti a pensare a quel che mi stava succedendo.
Passai la notte in quella suite, rapito in un empireo di benessere irraggiungibile.

Quarta di copertina

Già da bambino, Alberto capisce che la sua inclinazione è verso gli uomini.
Da quel momento, la sua vita prende una piega molto speciale.
Crescendo, la ricerca delle avventure diventa spasmodica. Senza andare troppo per il sottile. Fino al grande incontro col ballerino più famoso del mondo: un uragano d’amore, di musica e di emozioni.
E mentre la Storia volta pagina, Alberto diventa uomo.
Ma perché tutto si consuma senza lasciare traccia? Alla fine resta sempre il sapore amaro di una solitudine infinita, che non si cancella.
Manca qualcosa, qualcosa di importante.
Che sia una donna?

L’autore

Silvio Valota (Milano 1949): il suo primo romanzo, La Regola del colore, è del 2008. Nel 2010 pubblica con San Paolo Ed. Prete da galera, racconti dal carcere di San Vittore. Poi, con Il Ciliegio Ed., il saggio Narciselfie (scritto insieme a Stefano Greco) e i romanzi Come le rughe di una foglia e Cassiopea di sangue. Per anni consulente finanziario, e poi formatore comportamentale con una propria società, ha anche pubblicato tre testi manageriali con Franco Angeli Editore. Nel tempo libero si dedica alla pittura e ai viaggi. Per vedere come gira il mondo.

Mail: silvio.valota@gmail.com

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

MANI PULITE 25 ANNI DOPO

di Gianni Barbacetto ,Marco Travaglio ,Peter Gomez 12€ Acquista
Articolo Successivo

Parma, si indaga su un ‘cold case’ di 400 anni fa: l’autopsia sui resti del duca Alessandro Farnese potrebbe cambiare la storia

next