Continuano in Francia le proteste contro la riforma delle pensioni promossa dal governo: questa mattina i manifestanti hanno provocato una nuova interruzione dell’elettricità a sud di Parigi, nei comuni di Rungis e Orly nell’Ile-de-France. Il black-out ha colpito 30mila persone rimaste al buio alle 6 del mattino, prima che la distribuzione di corrente fosse ripristinata. Il sindacato Cgt Energie della Val-de-Marne ha rivendicato sulla propria pagina Facebook l’azione volontaria: nei suoi confronti verrà intentata un’azione legale da parte de Enedis, la società che gestisce gestore della rete elettrica.

Non è la prima volta che accade: lo scorso 17 dicembre 90mila case erano rimaste senza luce tra Lione e la Girona. “L’obiettivo – ha spiegato il segretario generale di Fnme-Cgt, Sébastien Menesplier – è passare a una velocità superiore dopo la mobilitazione del 9 gennaio e andare via via crescendo fino al 24 gennaio”, giorno in cui la riforma verrà presentata in consiglio dei ministri. “Nel settore dell’energia – prosegue il sindacalista – la lotta non cala, abbiamo recensito 30mila scioperanti, contro 60mila all’apice della mobilitazione, tra il 5 e il 9 dicembre”. Quanto ai tagli, il sindacato si assume tutte le “conseguenze”, tra cui le denunce di Enedis: secondo lui, il black out di questa mattina presto ha colpito l’OrlyVal, il treno automatico che collega l’aeroporto di Orly, ma “non la torre di controllo”, del secondo scalo di Francia dopo lo Charles-de-Gaulle. Colpiti dallo stop della corrente elettrica anche diversi comuni dell’hinterland parigino, oltre a Orly e Rungis, anche Thiais, Wissous e Anthony.

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