“Guarda, i miei c…….i, sono così…”. Uno dei tanti video online con protagonista la pornostar italiana Mary Rider, è una seduta di sesso tra lei e una giovane educanda, filmato girato tutto in lingua italiana e in presa diretta – come nei gloriosi anni Ottanta – che ha totalizzato due milioni di visualizzazioni. Insomma, nel deep porno web la Rider, presentata lunedì sera al grande pubblico a Live – Non è la D’Urso, è conosciuta da tempo e nei particolari. Maria Giovanna Ferrante, salernitana, laureata in lettere moderne, ex giornalista, rossa, bionda o castana a seconda dei momenti, nel 2013 ad una fiera dell’eros in Portogallo ha incontrato (indovinate un po’ chi?) Rocco Siffredi. Da lì la conversione. Via i panni della cronista e addosso tutto l’armamentario kitsch di una certa pornografia nostrana ancora ferma a zatteroni e perizoma tigrati.

Questione di gusti, per carità, ma la Rider (si è chiamata così perché sostiene di avere una gran passione per le motociclette) è una pornostar di notevole livello. Con il marito, apparso sempre nel servizio dalla D’Urso, è titolare di una casa di produzione porno. Estetica molto amatoriale, con sovrabbondanza di curve e quel sesso molto casalingo e un po’ milf che secondo le graduatorie di Pornhub in Italia va sempre per la maggiore. “Pensavo solo al lavoro, quindi ero praticamente asessuata”, ha raccontato in tv Mary. Eccola allora intraprendere la carriera di attrice e regista hard, diventando perfino titolare di un sexy shop. Nel suo negozio, infatti, troneggia una bambola gonfiabile a sua immagine e somiglianza richiesta da tutti, dice lei, giovani e vecchi (“i 90enni li aiuto con creme per avere sprint”, ha spiegato). Il marito, Capitano Eric, “amante delle scarpe” (si legga: fetish) dirige spesso sua moglie in scena.

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