Prima di tutto la lingua. Quel cantilenante, musicale modo di parlare che ti riporta a un posto diverso da questo. Alla spiaggia di Cocacabana, al Brasile vaporoso e colorato, e il suo mare chiaro e liscio, per dire, agli angoli retrò della vecchia Lisbona, insomma non te l’aspetti la musica di questa lingua qui tra le rocce nere, le onde furiose che battono le coste, il cielo spesso color piombo. Fa allegria, il portoghese. Forse è un legame forte con la capitale virtuale Lisbona, lontana più o meno 1500 chilometri, oppure solo un retaggio curioso. Si è soli, qui, anche l’America è a quasi duemila chilometri, si vive una strana autonomia di pensiero. E tra paesaggi di un tempo. I pescatori, le mucche libere al pascolo, le feste di paese che hanno il sapore di sagre dei nostri Anni ’50, apparentemente una vita semplice, lontana dai guai dell’Europa, a est, e dell’America, a ovest. Da viaggiatore si vive così: un piccolo mondo semplice con una natura grandiosa. Perfino a buon mercato, visto che, come in Portogallo la vita costa circa il 30 per cento in meno rispetto all’Italia. E, in fondo, lontane se ci vivi, vicine se ci vai da turista, insomma poche ore di volo e sei in quel pezzetto di Portogallo alla deriva in mezzo ai flutti.

I vantaggi. Non sono una meta da spiaggia e ombrellone ma un paradiso per gli escursionisti, uno spettacolo per la vegetazione e le risorse naturali. Per fortuna per via della miracolosa Corrente del Golfo non fa mai troppo caldo anche se il clima è umido (in estate l’umidità può raggiungere il 100%, che vuol dire che vive in una nuvola di vapore),le notti fresche e il famoso anticiclone spesso lascia il posto a qualche temporale.

Clima imprevedibile. O prevedibile dopo qualche giorno che lo vivi. Nel corso della giornata si alternano momenti di sole con cielo terso, nebbia, vento poi ancora sole. Come è variabile il cielo così lo è la terra: fumarole, sbuffi di vapore, gyser, sorgenti termali sparse qua e là denotano che questa terra è ancora in subbuglio. Non ci sono grandi escursioni tra estate e inverno e la temperatura oscilla da un minimo di 14 ad un massimo di 25 gradi. Poco meno di 2.500 km quadrati e quasi 250 mila abitanti, agricoltori, allevatori, pescatori. Un ambiente bucolico risparmiato dal turismo di massa, anche se il business dei visitatori si sta facendo largo nei progetti economici dell’arcipleago. Fino a qualche decennio fa si praticava anche la caccia alle balene che ora si è trasformata in un’opportunità di lavoro per i locali che approfittano della voglia dei turisti di avvistare cetacei e delfini, organizzando escursioni in mare.

São Miguel, l’Ilha Verde come la chiamano qui, oltre ad essere la più grande, è l’isola più popolosa (140.000 abitanti, gli altri 100mila sono sparsi sulle altre 8 isole) ed industrializzata delle Azzorre ed è anche la più varia e rappresentativa dell’arcipelago. Insomma si parte da qui per vedere le Azzorre. Una piccola e tranquilla capitale, Ponta Delgada, e un territorio praticamente incontaminato, come si dice. E la solita atmosfera di quiete che si respira ovunque.

Appena si lascia l’aeroporto di Ponta Delgada, il più importante dell’Arcipelago, si capisce immediatamente perché è chiamata l’Isola Verde: colline, foreste, siepi di ortensie, piantagioni di banane, pascoli verdissimi dove un gran numero di bovini non fatica certo a brucare erba fresca. In quale posto al mondo si possono vedere lagune nei crateri, come a Lagoa de Santiago? E lagune colorate, come a Sete Cidades dove una striscia di terra separa un lago di colore azzurro da uno di colore verde? E un vulcano sommerso in acqua la cui piscina naturale è unica al mondo, come a Vila Franca do Campo? In più a queste latitudini ci sono balene, ormai lasciate vivere in pace, delfini, squali e tartarughe: un favoloso acquario. E le tranquille strade dell’isola sono fiancheggiate da cespugli di ortensie o fiori tropicali, circondate da conifere o, uniche in Europa, da piantagioni di tè. Si può camminare sui bordi delle caldere vulcaniche inattive e tra sorgenti termali in mezzo alle foreste.

Si passa dal nero delle spiagge e dei muretti a secco che proteggono le coltivazioni e i pascoli, di un verde vivido, all’azzurro intenso o bianco delle ortensie fino al grigio delle zone desertiche. Romana Petri, autrice del libro “La donna delle Azzorre” scrive che quelli delle Azzorre non sono solo colori ma sono sollecitazioni dello spirito: gli occhi non si annoiano mai alle Azzorre.

Ecco cosa fare una volta arrivati qui. Muoversi con un’auto a noleggio è l’opzione migliore anche per le dimensioni ridotte dell’isola: è lunga 65 chilometri e larga tra gli 8 e i 16, con una superficie di 747 chilometri quadrati (tre volte l’Isola d’Elba) e quindi facilmente percorribile.

Ponta Delgada, è la mini capitale dove, negli immediati paraggi, si trova l’aeroporto internazionale. Una piazza d’obbligo, piazza Cabral con la sua monumentale porta secentesca, in pietra lavica e calce bianca, che introduce al piccolo centro storico della città, con viuzze, e marciapiedi strettissimi, lastricate di pietra nera, dove un’auto passa a fatica. L’utilizzo di pietra lavica nera e calce bianca sarà una costante dell’architettura di tutta l’isola. Il porto è il più grande delle Azzorre ed è fiancheggiato da un’ampia passeggiata a mare.

Furnas, dove fumarole sempre attive lanciano fumo, fango bollente ed odore di zolfo. Che sono anche fornelli da cucina naturali. All’ora di pranzo una serie di ristoranti prepara il cozido, un saporito bollito di carne accompagnato da verdure locali, preparato in grosse pentole che vengono sepolte nella terra vulcanica e sfruttano il calore sotterraneo per portare a termine la cottura. Ed è curioso assistere all’estrazione di queste pentole dalle buche vulcaniche. (Consigliabile prenotare il Cozido il giorno precedente la visita).

Vicino a Furnas si trova il Parco Terra Nostra dove nell’impressionante giardino botanico si trova la più grande piscina termale di acqua ferrosa d’Europa. Altro posto da non perdere è Caldera Velha, la Vecchia Caldera. Qui, lungo una stradina ci si inoltra in un ambiente fiabesco, tra palme ed enormi felci per poi arrivare ad una cascata di acqua termale e alle vasche nelle quali immergersi. Si può fare il bagno nell’Oceano a Mosteiros, con le sue piscine naturali all’interno di piccole calette di roccia vulcanica, circondati da alte onde. Per poi terminare la serata cenando in uno degli ottimi ristoranti ed ammirando il più bel tramonto di São Miguel. Piscine naturali nell’Oceano ci sono anche a Capelas e in altri paesini dell’isola.

Nordeste è uno dei comuni più affascinanti e al contempo la località più selvaggia: qui si trovano una successione di montagne, gole profonde e fiumi. Uno dei luoghi più belli di questa zona è il miradouro Salto do Farinha, oltre al più importante faro dell’isola, chiamato Faro Ponta do Arnel e al il Pico da Vara, il vulcano più alto. Sete Cidades con l‘incredibile cratere che ospita 4 laghi, di cui due sono separati soltanto da un ponte. Uno è verde e l’altro blu. Straordinario. E ammirare questi due laghi dal miradouro di Vista do Rei diventa un’esperienza commovente. Qui la natura ha dato il meglio di sé ed ha creato il luogo più fiabesco di tutte le Azzorre. E poi i piccoli paesini come Rabo de Peixe, villaggio di pescatori o São Vicente Ferreira con le sue falesie. E moltissimi altri paesi suggestivi, curiosi, rilassanti. Circondati da colline dove c’è sempre qualche mucca che pascola beatamente. Da non perdere anche una visita a la Fabrica de Cha Gorreana, l’antica fabbrica del tè immersa in lunghi ed ordinati filari simili a siepi e dove la raccolta e preparazione del tè si fa ancora a mano.

E poi ci sono i piaceri del cibo. La cucina delle Azzorre è molto ricca e varia. Le carni bovine, suine ed ovine sono autoctone e non esistono allevamenti intensivi. Pesce e frutti di mare, poiché questa zona l’oceano offre una varietà incredibile di pescato: tonno, merluzzo, dentice, murena o barracuda. Una selezione molto ricca anche di formaggi, frutta e verdura. Oltre al già citato Cozido das Furnas, lo stufato vulcanico che è il piatto più famoso,ci sono gliantipasti con lafamosa pimenta de terra (pasta di peperone rosso dolce) abbinata a formaggio bianco fresco. Il bolo lêvedo , un pane schiacciato leggermente dolce.

Il Polpo stufato con le patate e le lapas (patelle) o il cavaco, una specie di aragosta tenera e saporita. E la Cataplana, piatto di pesce e verdure che prende il nome dalla pentola nella quale viene cotta.Il frango assado (pollo in umido) e la bifana (lonza di maiale) o la tenerissima carne alla grigliaIl tutto accompagnato da buoni vini locali.

Dove dormire. Sull’isola ci sono molti hotel a prezzi ragionevoli e hotel con piscine termali ma si possono affittare anche appartamenti situati nei vari paesini o nella piccola capitale. Oppure, per chi ama la vista dell’Oceano e la tranquillità, ci sono piccoli edifici con pochi bellissimi appartamenti elegantemente arredati. Il São Vicente Lodge, per esempio, offre sistemazioni fronte mare, con giardino e piscina. E la possibilità di avere un servizio di consegna alimentari e cestini per la colazione. Ad un costo aggiuntivo, ovviamente. E sempre con la comodità delle brevi distanze. Ponta Delgada si trova a soli 12 km e Ribeira Grande a 15 minuti di macchina Rustici moderni o in stile, disseminati per tutta l’isola. Facili anche i collegamenti. São Miguel è collegata con voli regolari da Lisbona, Porto o Madeira così come da altri aeroporti di Germania, Spagna e Regno Unito. L’aeroporto Papa Giovanni Paolo II si trova a circa 3 chilometri dalla capitale Ponta Delgada.Le compagnie aeree che volano verso São Miguel sono Tap Portugal, Sata air Açores e Azores Airlines. Dal 2015 c’è anche la compagnia Ryanar con collegamenti da Lisbona, Porto e altre destinazioni europee. Il volo dal Portogallo dura circa due ore e trenta minuti.

Auto a noleggio. È possibile noleggiare una macchina già dall’Italia e ci sono compagnie molto economiche che danno un ottimo servizio. Per esempio Rent A Car Ilha Verde. In periodi bassa stagione una vettura piccola (pratica e comoda su queste isole) viene a costare dai 120 ai 150€ per una settimana di noleggio.

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