Musica

Max Pezzali a FqMagazine: “San Siro? Era il sogno che non avevo il coraggio di sognare. A Sanremo non vado, non è nelle mie corde”

Il cantautore annuncia una grande festa per i suoi 25 anni di carriera il 10 luglio allo Stadio San Siro di Milano. Fiorello è un tifoso d'eccezione. Max esclude il suo terzo Festival di Sanremo e parla del degrado di Roma: “Sono solo i romani che possono salvarla”

di Andrea Conti

Un po’ non ci crede nemmeno lui, ma i numeri sono numeri. In soli tre giorni polverizzati 30mila biglietti per la grande festa allo Stadio San Siro di Milano del 10 luglio. Max Pezzali corona così il suo grande sogno. Il miglior modo per celebrare i 25 anni di carriera costellata da hit come “Gli anni”, “Come mai”, “Sei un mito”, “Nord Sud Ovest Est” e tante altre. C’è chi lo indica come possibile concorrente al Festival di Sanremo 2020, ma il diretto interessato lo esclude categoricamente.

“L’idea di questo San Siro sembrava una cosa impossibile da realizzare – racconta Max a FqMagazine -, ma stanno rispondendo tutti in maniera incredibile. È la dimostrazione che è giusto farlo e portare dentro tutte queste persone, dentro un luogo che per me è sacro sia per lo sport e la musica e provare a fare un enorme karaoke tutti insieme per cantare le canzoni della nostra vita, in una enorme festa”.

Numeri importanti se si considerano già 30mila biglietti venduti in soli tre giorni. “Non mi rendevo conto all’inizio di questa cosa – racconta Max – e sta prendendo sempre più corpo. I dati sono inequivocabili e comincio a crederci anche io. Vuol dire che c’era la voglia di farlo e non era solo un mio sogno irrealizzabile, il sogno che non hai il coraggio di sognare. È una cosa che volevano le persone, che mi hanno seguito sino ad ora e che vogliono celebrare tutti insieme i miei 25 anni di carriera”. Fiorello si è speso in prima linea, spoilerando non solo il nuovo singolo “In questa città”, ma anche l’evento di San Siro. “Non ci siamo messi d’accordo giuro (ride, ndr). Anzi l’ho ringraziato tanto di persona- rivela – Abbiamo cominciato nello stesso periodo e con la stessa famiglia artistica. Tra noi è rimasto sempre una sorta di affetto da tifosi. È come è quando hai giocato nella stessa squadra alle giovanili e poi si rimane sempre a fare il tifo a vicenda negli anni successivi. Di fronte a queste cose grandi si cerca sempre di sostenere l’altro il più possibile. Ho percepito il suo vero affetto e la partecipazione ai miei progetti”.

Max ha partecipato in gara due volte al Festival: “Senza averti qui” a Sanremo 1995 e “Il mio secondo tempo” a Sanremo 2011. Ci sarà una terza volta? “Sanremo per me è una sorta di kryptonite perché non sono mai riuscito ad esprimermi come avrei voluto. Su quel palco non sono mai riuscito a raccontare bene le mie canzoni. Sanremo probabilmente è qualcosa che non è nelle mie corde. Non sono un centometrista, dal punto di vista artistico, ho bisogno di più spazio e tempo perché le mie cose possano arrivare al pubblico. Non mi bastano solo tre minuti “all in” e probabilmente non è la formula giusta perché non è il mio modo di raccontare”.

“In questa città” è l’ultimo inedito di Pezzali ed è dedicata a Roma, città dove ha vissuto a lungo. Cosa può salvare la Capitale? “I romani stessi possono salvarla. È una città meravigliosa, in cui tutti cercano di sopravvivere con fatica, ma cercano di portare a casa la missione quotidiana di portare i figli a scuola lavorare e tornare a casa. Si cerca di farlo ogni giorno con dignità nel miglior modo possibile. È una città difficile per tutti da amministrare e gestire per le sue dimensioni sterminate. I romani meritano di trovare una soluzione che può arrivare solo da lì . Ci vuole una forma di autogoverno anche nelle piccole cose. Una vera e propria autogestione perché i romani lo meritano, perché la città è una grande capitale ed è totalizzante quasi struggente, da quanto sia bella e intensa. Spero che i romani trovino in se stessi la forza per renderla più vivibile per tutti”.

Entro Natale arriverà un nuovo brano inedito (“il pezzo è pronto da un po’ e ho già fatto il video”), nel frattempo il “rischio” sold out a San Siro nei prossimi giorni si fa sempre più concreto.

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