Sono davvero soddisfatto di essere stato coinvolto nella visita di un esperimento sociale da Antonio Ricci, giovane laureato alla Federico II di Napoli in Management del Patrimonio culturale. È un modo per prestare occhio ed orecchio alle molteplici associazioni e cooperative che si rifanno al principio di sussidiarietà orizzontale, spesso sbandierato ma quasi mai applicato. Il Nuovo Teatro della Sanità, l’officina dei talenti e l’Altra Napoli Onlus sono degli esempi. In un tempo in cui 30enni e 40enni riempiono le piazze per dire qualcosa alla politica, è giusto che chi fa politica si faccia anche guidare. Quello qui sotto è un piccolo diario di bordo che con Antonio ho buttato giù.

Questa è la storia di un quartiere, la Sanità, uno dei tanti quartieri di Napoli, ma non un quartiere qualsiasi. Questa è anche la storia di un uomo, Antonio Loffredo, un sacerdote, ma non un sacerdote qualsiasi. Ma soprattutto questa è la storia di un gruppo di ragazzi che stanno facendo la rivoluzione.

La Sanità è un luogo tanto complesso quanto affascinante. Qui è nato Totò, ma soprattutto il quartiere conserva un grande tesoro: le Catacombe di San Gennaro e le Catacombe di San Gaudioso. Luoghi dall’enorme ricchezza culturale e storica che conservano le tracce dell’operato dei primi cristiani risalenti al II-III secolo dopo Cristo e probabilmente i più importanti monumenti del Cristianesimo a Napoli. Nonostante ciò, fino al 2008 quei luoghi ricchi di storia e di fascino erano sconosciuti ai più e semi abbandonati.

Inizialmente abitata da importanti famiglie nobiliari, con il tempo la Sanità è diventato un quartiere popolare e, anche a causa di scelte urbanistiche sbagliate, si è trasformato in un ghetto dove sono proliferate povertà e cultura camorrista. La Sanità per anni è stato un luogo famoso alla cronaca esclusivamente per la lotta tra le faide camorriste, per gli scippi e per la microcriminalità. Addirittura nel 2009 diviene virale un video che riprende l’uccisione in diretta di un uomo davanti ad un bar del quartiere. La Sanità è un luogo degradato e abbandonato a se stesso e nessuno vuole metterci piede.

Nel 2001, però, arriva un uomo, Antonio Loffredo, un sacerdote pragmatico e colmo di fede che fin da subito comprende che la denuncia e il vittimismo non portano da nessuna parte e che l’unico modo per strappare i ragazzi del quartiere dalla malavita è quello di offrire loro un’alternativa. Don Antonio si rende conto che la Sanità ha tutte potenzialità per cambiare il suo destino e ha un’idea, un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: creare una cooperativa che coinvolga i ragazzi del quartiere per “prendere in mano la situazione”, per riprendere quel luogo e trasformarlo in un polo turistico e capace di generare lavoro. La Cooperativa prende il nome di La Paranza e nel 2009 ottiene in gestione Le Catacombe di San Gennaro.

Dal 2009 a oggi il lavoro che con innumerevoli difficoltà viene effettuato è notevole, e i risultati dell’esperimento “Paranza” sono incredibili. Oggi sono più di 50 i ragazzi che lavorano alla gestione e valorizzazione di quel patrimonio culturale completamente rinnovato. Tutto questo, oltre che offrire un’alternativa concreta a molti ragazzi, ha portato enormi benefici a tutto il quartiere e le Catacombe di San Gennaro sono uno dei luoghi più visitati della città di Napoli.

Ogni anno sempre più turisti passeggiano tra i vicoli del quartiere. Sono fiorite nuove attività e nuovi negozi, le strade sono più pulite e, anche grazie alla creatività di artisti di strada, l’immagine del quartiere va sempre migliorando sia nella percezione dei visitatori che dei residenti, mentre i fatti di cronaca collegati alla criminalità sono diminuiti drasticamente. “La bellezza ha generato bellezza”. Molteplici le associazioni e cooperative socio-culturali fatte di ragazzi per ragazzi tra cui Il Nuovo Teatro della Sanità, l’Officina dei talenti, l’Altra Napoli Onlus sono sbocciate sul territorio e hanno offerto luoghi sicuri e alternative alla vita di strada.

Nelle Università e nelle istituzioni oggi si parla e si studia il fenomeno “Paranza” come un modello da seguire e da imitare. Come si dice a Napoli “San Gennaro ha fatto il miracolo.” La Sanità resta ancora un quartiere ricco di contraddizioni e difficoltà ma la rivoluzione avviata da Don Antonio Loffredo e i ragazzi della Paranza è sotto gli occhi di tutti e passerà alla storia come una delle storie italiane più belle.

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