I baraccati di Roma, oggi come cinquant’anni fa. Gli invisibili che popolano la Capitale saranno al centro di un incontro organizzato dalla Rete Nobavaglio e dall’associazione culturale DieciQuindici. Il tema, riassunto in una vignetta donata da Mauro Biani, verrà affrontato con la proiezione di due docufilm: Non tacere di Fabio Grimaldi e Dentro le baraccopoli nascoste nel cuore di Roma di Sara Giudice, entrambi premiati al Festival di giornalismo digitale CALCATA 4.0 – Una nuova storia di resistenza e disobbedienza.

Non tacere racconta la storia di vita di Don Roberto Sardelli, prete di strada morto lo scorso febbraio che alla fine degli anni ’60 acquistò una baracca da una prostituta e fondò la “scuola 725” tra i baraccati dell’Acquedotto Felice. Una favela in cui vivevano 650 famiglie migrate dal Meridione, muratori, operai, ex-contadini, giunti da Calabria, Molise, Abruzzo e Basilicata i cui figli, considerati non adatti allo studio, erano inseriti nelle classi differenziali della scuola pubblica e quindi condannati ad avere gli insegnanti meno qualificati e i programmi semplificati. A loro il sacerdote propose, come avrebbe raccontato in seguito, “lo studio come leva per uscire da una situazione umiliante in cui la città del centro li aveva gettati”.

Dentro le baraccopoli nascoste nel cuore di Roma invece racconta come oggi, cinquant’anni dopo l’esperienza del sacerdote di Pontecorvo, lungo le sponde del Tevere vivano comunità e famiglie in totale stato di degrado e abbandono nella pressoché completa indifferenza delle istituzioni. Che si accorgono di loro solo quando mandano la polizia municipale a sgomberarle, senza prevedere per loro alcuna alternativa che non sia lo spostarsi, in nuovi insediamenti di fortuna, in altre zone della Capitale.

All’incontro, venerdì 29 novembre ore 18.30 alle Officine Fotografiche in via Libetta, a Ostiense, parteciperanno gli autori Grimaldi e Giudice con Elisabetta Portoghese, ai giornalisti Roberto Monteforte e Marino Bisso. Saranno presenti l’urbanista ed ex assessore Paolo Berdini, gli insegnanti Francesco Gori e Maretta Damiano, l’ex allievo Angelo Celidonio e altri ex collaboratori della scuola popolare all’Acquedotto Felice.

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