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Conte: ‘A gennaio cronoprogramma di riforme che l’Italia attende da anni’. E su Ilva: ‘Mittal resta ma non escludo intervento pubblico’

Il presidente del Consiglio, intervistato da Repubblica, ha ribadito che non c'è alcun rischio di una crisi di governo. E anzi ha richiamato gli alleati alla "concentrazione" e ha proposto di stilare "una lista di priorità" degli atti da realizzare nei prossimi mesi
Conte: ‘A gennaio cronoprogramma di riforme che l’Italia attende da anni’. E su Ilva: ‘Mittal resta ma non escludo intervento pubblico’
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Per il premier Giuseppe Conte non solo “non ci sarà la crisi di governo”, ma occorrerà “accelerare l’azione del governo” stilando “una lista di priorità utili a rilanciare il Paese“. Intervistato da Repubblica, il presidente del Consiglio parla dopo che ieri mattina c’è stato un vertice di emergenza tra Beppe Grillo e Luigi Di Maio e dopo che il capo politico dei 5 stelle ha lanciato l’ipotesi di un nuovo contratto a partire da gennaio. Come prima cosa ha chiesto che si interrompano le liti e che gli alleati si concentrino sui nodi più importanti, tra i quali l’ex Ilva, su cui vede possibile una soluzione, senza però “escludere” che ci possa essere una forma di intervento dello Stato: “Mittal è disponibile a tornare sui suoi passi”. E continua: “Verremo giudicati non per i proclami o per le frasi a effetto, ma per tutto ciò che di buono riusciremo a fare. Anzi verremo giudicati anche per quel che avremmo potuto fare”.

Anche per questo, il premier sposa la linea dei vertici M5s e la disponibilità al confronto arrivata dal dem Nicola Zingaretti: “Con il nuovo anno”, ha continuato, “dovremo realizzare un cronoprogramma con le riforme che l’Italia attende da anni“, tra cui anche la revisione del sistema fiscale e in particolare l’Irpef, e “investire più efficacemente nell’istruzione, nella ricerca e nell’innovazione”. Conte quindi ha replicato al segretario dem che aveva invitato l’esecutivo a trovare una sua anima: “Questo governo lavora per un Paese più verde, più digitalizzato, più equo e inclusivo” e “abbiamo un’anima forte, decisa, ad un tempo visionaria e pragmatica”. Quanto allo ius culturae, Conte si è limitato a registrare la mancanza di convergenza per un accordo parlamentare e invitato le forze di governo a prenderne atto e a concentrarsi sui temi su cui c’è piena condivisione.

Il presidente del consiglio ha puntualizzato di non avere alcuna ambizione a prendere il posto di Di Maio come nuovo leader M5s: “Non mi sono mai candidato a questo ruolo. Non nutro alcuna aspirazione o velleità di questo tipo”. “Il Movimento”, ha osservato, “sta vivendo una fase di transizione. Sta per operare alcuni significativi cambiamenti, peraltro già annunciati. Auguro a Luigi Di Maio e al Movimento intero di realizzarli nel migliore dei modi”.

Infine, quanto alla soluzione sull’ex Ilva: “Le premesse ci sono. Un primo risultato l’abbiamo raggiunto: abbiamo bloccato il recesso di Arcelor-Mittal da Taranto” ed “evitato un disastro economico e sociale”, “ho rispedito al mittente la loro richiesta di taglio”. Non c’è più bisogno di un intervento pubblico? “Non lo escludo. Ma non in sostituzione. Se ci sarà, sarà una presenza di sostegno e, direi, di controllo”, ha concluso.

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