Siete pronti ad assaggiare la vostra prima bistecca stampata in 3D? Secondo diversi produttori, tra cui le israeliane Aleph Farms e Redefine Meat, ormai ci siamo: già nel corso del 2020 questo tipo di cibo sintetico (ma non artificiale) potrebbe trovare spazio nei menu dei ristoranti di tutta Europa, Italia compresa. Non solo, ma in un futuro solo un po’ più lontano, potremo stamparci la nostra “fiorentina” o la fettina direttamente a casa nostra, tramite stampanti 3D più piccole alimentate con capsule simili a quelle utilizzate nelle macchinette domestiche per il caffè espresso.

La “carne 3D” può essere prodotta sia a partire da materie vegetali che da cellule animali coltivate in laboratorio‎ e, a detta degli esperti, avrà diversi vantaggi. Anzitutto un minor impatto ambientale ad esempio, grazie all’abbattimento della produzione di CO2 e al contenimento del consumo di acqua e suolo da pascolo per gli animali, come ha spiegato bene ‎Eshchar Ben-Shitrit, co-fondatore e CEO della ditta israeliana Redefine Meat, a The Guardian.

“Amiamo la carne, ma non abbiamo abbastanza risorse per questo. Le mucche richiedono molta acqua, molto cibo e molta terra, ma non ne abbiamo abbastanza. Possiamo riciclare, guidare auto elettriche, fare una doccia in meno, ma questi cambiamenti non possono competere con la riduzione dei consumi di un hamburger a settimana”. Presto inoltre, i produttori saranno in grado di sintetizzare anche altri tipi di carni, come quelle di suino, e persino il pesce, così da ridurre anche la pesca.

Foto: Depositphotos
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‎Ma i benefici per l’ambiente non sono gli unici, ne guadagneremmo anche in salute. “Se mangi carne, ci sono vantaggi nutrizionali e svantaggi”, ha infatti continuato Ben-Shitrit, “ma sicuramente le persone consumano troppo. I prodotti vegetali non contengono colesterolo o gli agenti patogeni che esistono nella carne”.

Questo tipo di soluzioni inoltre sarebbero attraenti anche per vegetariani e vegani, perché consentirebbero di ottenere adeguati valori nutrizionali eliminando i dilemmi etici legati appunto allo sfruttamento e alla macellazione di esseri viventi e all’impatto negativo sull’ambiente. Infine, anche le nazioni più povere, dove la carne è troppo costosa per la maggior parte della popolazione, potrebbero trarre benefici da tali soluzioni, anche se in un lasso di tempo più lungo.

Inizialmente infatti si prevede che la carne stampata abbia un prezzo più elevato di quella tradizionale, ma con l’economia di scala il prezzo è destinato a crollare man mano che se ne diffonderà l’uso in fette sempre più ampie di popolazione. ‎Tutto perfetto insomma, ma il sapore come sarà? A detta degli esperti questi prodotti saranno gustosi e del tutto simili a quelli naturali, ma ovviamente manca la riprova dell’assaggio.

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