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Manfredonia, l’ex sindaco assolto dall’accusa di aver sostenuto “esami truccati” grazie a un professore dell’università di Pescara

Antonio Riccardi, eletto con il Pd, era accusato di peculato per essersi recato a Pescara, per sostenere gli esami, a bordo dell’auto di servizio del Comune di Manfredonia. Una circostanza, quest’ultima, che l’ex sindaco ha giustificato spiegando che in seguito alla perdita della madre dovette entrare in psicoanalisi e non poteva restare solo, e sostenendo di avere comunque versato 50 euro al mese per l’utilizzo dell’auto. Il pm aveva chiesto 4 anni
Manfredonia, l’ex sindaco assolto dall’accusa di aver sostenuto “esami truccati” grazie a un professore dell’università di Pescara
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Il fatto non sussiste. Né corruzionepeculato e nemmeno falso. Tutti assolti i tre imputati, giudicati con il rito ordinario dal tribunale di Pescara, nell’ambito del processo sui presunti esami truccati all’università D’Annunzio di Pescara. Tra loro l’ex sindaco dem di Manfredonia Angelo Riccardi, oltre all’imprenditore foggiano Michele D’Alba e a Joelle Toitou, ex compagna del docente universitario Luigi Panzone, che invece per la stessa vicenda è stato giudicato nel 2016, con il giudizio immediato, riportando una condanna a una pena che in appello è stata ridotta a 3 anni e 11 mesi.

Riccardi – che si è dimesso negli scorsi mesi mentre la commissione di accesso indagava sul Comune di Manfredonia, poi sciolto per infiltrazioni mafiose – è stato assolto anche dalle accuse di falso e peculato perché il fatto non costituisce reato. Il pm Marina Tommolini aveva chiesto una condanna a 4 anni per Riccardi, esclusivamente per i reati di falso e peculato, e l’assoluzione per gli altri due imputati.

Secondo l’accusa il professor Panzone avrebbe consentito agli studenti lavoratori Riccardi e D’Alba, esercitando pressioni su alcuni colleghi, di superare gli esami, in alcuni casi senza sostenerli e in altri con il minimo sforzo, in cambio di denaro o della promessa di denaro. Inoltre Riccardi era accusato di peculato per essersi recato a Pescara, per sostenere gli esami, a bordo dell’auto di servizio del Comune di Manfredonia. Una circostanza, quest’ultima, che l’ex sindaco ha giustificato spiegando che in seguito alla perdita della madre dovette entrare in psicoanalisi e non poteva restare solo, e sostenendo di avere comunque versato 50 euro al mese per l’utilizzo dell’auto.

“Sono una persona pulita e ho sempre gestito la cosa pubblica con la massima trasparenza. È arrivata questa assoluzione che però non mi ripaga di tutto quanto è accaduto, dal momento che in questi otto anni di processo è successo di tutto e io sono stato diffamato, insultato, denigrato”, ha commentato Riccardi. E sulla condanna di Panzone, ha aggiunto: “Evidentemente non si è difeso bene. Io mi sono difeso utilizzando tutti gli argomenti e le prove che avevo a disposizione ed era evidente, fin dall’inizio, che questo processo era basato su elementi di prova insussistenti”.

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