Laia ha 14 anni, la sindrome di Down e da tre anni frequenta una classe con compagni più piccoli di un anno e una squadra di pallavolo con ragazzine più giovani. Lo fa perché, in quel modo, riesce a studiare secondo i suoi ritmi, come le è stato raccomandato, e perché può continuare a coltivare amicizie anche fuori dalla scuola. Alla Federazione spagnola di pallavolo, però, questa situazione non va bene: vuole impedirle di disputare la Copa de Espana infantil (corrispondente all’under 14) con le sue compagne di squadra perché avrebbe dovuto giocare con le sue coetanee. Soltanto dopo una campagna social #LaiaJuega lanciata dalla madre, Marta Montserrat, e dalla sua squadra, il Club Voleibol Esplugues (Barcellona), il presidente della Real federacion espanola de voleibol (Rfevb), Agustín Martín Santos, ha dichiarato a El Periodico e a La Vanguardia di essere disponibile a farla giocare. Una decisione ufficiale, però, non è ancora stata presa.

La vicenda è cominciata alla fine di ottobre quando il Club Voleibol Esplugues, una squadra di Barcellona, ha contattato la federazione a Madrid per iscrivere la squadra alla Copa de España a dicembre a Guadalajara, un torneo che coinvolge quasi seimila bambini da tutta la Spagna. In quelle occasioni il responsabile della squadra ha spiegato che nella squadra Infantil, composta da bambine nate nel 2006 e nel 2007, c’era anche Laia, nata nel 2005. Dalla federazione, però, non arriva nessun via libera alla richiesta di farla giocare.

La madre, allora, racconta su Twitter quanto sta avvenendo: “Nonostante l’insistenza della società a cui appartiene, il Club Voleibol Esplugues, la federazione non l’accetta perché ha un anno in più rispetto alle ragazze della sua categoria. Il suo club ha proposto di dare tutte le partite per perse perché l’obiettivo a questa età è promuovere la crescita personale e l’autostima, promuovere il lavoro di squadra e, naturalmente, divertirsi”. La donna ha ricordato che Laia gioca dal 2011 e finora nei campionati giovanili catalani non ha mai avuto problemi, né gli avversari li hanno posti: “Tutti traiamo beneficio dall’inclusione – ha aggiunto -. L’importante è partecipare, ma non in questa coppa. Un’occasione persa”.

Anche la squadra ha dato conto della situazione sulla sua pagina Facebook.

Il lungo tweet della madre di Laia è stato condiviso quasi mille volte. Tra queste c’è anche quella del presidente del Club Voleibol Madrid, Dani Virumbrales: “Se la Rfevb non consente a Laia di giocare, il Club Voleibol Madrid ritirerà la squadra dalla coppa. Se Laia non gioca, nemmeno noi”. A questo punto arriva sui media spagnoli e la notizia viene ripresa anche dalla Bbc. Soltanto il giorno dopo la figuraccia internazionale il presidente della Federazione spagnola ha dichiarato ai giornali la sua disponibilità a concedere una deroga per Laia.

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