“L’incendio di stanotte l’ha distrutta di nuovo. Sono entrati e hanno dato fuoco a tutto”: così il titolare della libreria “La Pecora elettrica”, il locale antifascista di in via delle Palme, nel quartiere di Centocelle, a Roma. Già colpito da un rogo la notte del 25 aprile, è andato a fuoco alla vigilia della sua riapertura. Le cause sono ancora da chiarire, ma non si esclude la pista dolosa: sul posto, è stato trovato liquido infiammabile. La Procura di Roma è in attesa di ricevere una prima informativa sull’incendio e, nelle prossime ore, i magistrati procederanno all’apertura di un fascicolo di indagine. Secondo i media locali, l’incendio è divampato intorno alle 3 di notte e ha danneggiato completamente gli interni. Sul posto sono arrivati i carabinieri della compagnia Casilina e vigili del fuoco. Il 9 ottobre, inoltre, era finita in fiamme la pizzeria di fronte. Gli inquirenti intanto, non escludono neanche la pista della droga: a quanto si apprende in queste ore, le fiamme alle libreria potrebbero ricollegarsi a quelle appiccate, una ventina di giorni fa, a un locale che si trova proprio nelle vicinanze. Sia la libreria che l’altro locale erano le uniche due attività aperte fino a tarda sera, un dettaglio che per le forze dell’ordine potrebbe portare ai pusher del quartiere che non avrebbero gradito il via vai di persone in ore cruciali per lo smercio al dettaglio di cocaina ed eroina. L’incendio, secondo questa ipotesi investigativa, andrebbe inquadrato in una sorta di ritorsione per il “disturbo” allo spaccio provocato indirettamente dalle due attività.

“Ancora un attentato di chiara matrice fascista alla #Pecoraelettrica”, scrive in una nota il gruppo Pd capitolino, “esprimiamo vicinanza e solidarietà per l’incendio appiccato alla libreria di Centocelle, luogo di incontro sociale e scambio culturale. Chiediamo che sia fatta luce sull’accaduto e identificati i responsabili. Chi dà fuoco alla cultura brucia non solo i libri ma riduce in cenere anche il rispetto, la libertà e i diritti dei cittadini romani”. Un episodio che “preoccupa e inquieta” perché “per la seconda volta ignoti hanno deciso di colpire questo luogo di cultura, dove si promuove resistenza civile, fatta di azioni per il territorio. Persone codarde colpiscono di notte scegliendo dei simboli della nostra comunità”. Nella nota, firmata dalla consigliera regionale Marta Leonori, la consigliera comunale Ilaria Piccolo e il segretario Pd V Municipio Riccardo Vagnarelli, viene espressa vicinanza ai proprietari del locale e a “tutti coloro che credono nella cultura come strumento di crescita per il proprio territorio”.

Su Twitter, arriva il commento del segretario del Partito Democratico e governatore del Lazio Nicola Zingaretti: “La Pecora Elettrica è un luogo di cultura e di aggregazione. Stanotte è stato dato alle fiamme dopo l’incendio dell’aprile scorso. Ai proprietari dico di tener duro e lottare per restituire a Roma la bellezza e la passione del loro impegno sociale”. Il sindaco Virginia Raggi ribadisce: “Inquietante l’ennesimo rogo alla libreria a Roma. Se fosse confermato l’atto doloso sarebbe estremamente grave. Vicina ai proprietari, si faccia subito chiarezza!”

Intanto, arrivano messaggi di solidarietà al locale da parte di alcuni esponenti del mondo politico e della società civile. L’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani italiani, ha condannato l’episodio e ha invitato la cittadinanza a partecipare a un corteo che partirà alle 19,00 da Piazza dei Mirti e che si snoderà per le vie di Centocelle fino a Piazza Teofrasto. Ha inoltre chiesto l’intervento delle istituzioni perché “intervengano con estrema fermezza contro le organizzazioni criminali che vorrebbero i quartieri preda dei loro traffici, che non prevedono cultura e socializzazione ma solo degrado e disperazione”. Anpi fa inoltre “appello a tutte le realtà sociali e ai cittadini affinché facciano quadrato, perché chi colpisce uno colpisce tutti, perché la Resistenza civile e culturale è l’unica arma in grado di riscattare i quartieri e di isolare violenza, sopraffazione, razzismo e delinquenza”.

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