“È importante fare memoria perché quello che è successo a Pino e alla nostra famiglia potrebbe succedere ancora oggi, a tutti”. Silvia e Claudia sono le due figlie del ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli. Oggi nell’aula 113 dell’Università Statale di Milano hanno presentato il calendario di iniziative in vista del cinquantesimo anniversario della strage di piazza Fontana e della morte Pinelli promossa dalla rete Milano Antifascista Antirazzista Meticcia e da altre associazioni. Una fitta rassegna di spettacoli e conferenze che si concluderanno con un corteo nel tardo pomeriggio del 12 dicembre e con una catena umana musicale il 14 dicembre: “Non sarà una ricorrenza perché l’ingiustizia rimane nella coscienza di tanti e nella voglia di manifestare l’indignazione verso la strage di piazza Fontana e verso la morte di mio padre” racconta Claudia Pinelli che insieme alla sorella ricorda che “l’ultimo Presidente della Repubblica a fare qualcosa è stato Giorgio Napolitano che nel 2015 ha conferito il titolo di commendatore della Repubblica a nostra madre, poi non c’è stato più nulla”. Un silenzio che i promotori della rassegna vogliono rompere perché “la strategia della tensione è uno strumento ancora oggi nelle mani del potere – racconta Valter Boscarello di Memoria Antifascista – e può essere utilizzato in qualsiasi momento”.

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