Un centinaio di persone si è riunito di fronte alla Camera dei deputati, per una manifestazione nazionale promossa dall’Alleanza Italiana Stop 5G, per chiedere al governo una moratoria delle sperimentazioni su tutto il territorio nazionale, perché, a loro dire, “oggi non ci sono certezze in merito alla non pericolosità per la salute di questa tecnologia”. Al contrario, in merito alle reti di quinta generazione, già in un’audizione alla Camera, l’Istituto superiore della sanità ha escluso possibili pericoli per la salute, alla base della letteratura scientifica oggi elaborata: “I dati disponibili non fanno ipotizzare particolari problemi per la salute della popolazione connessi all’introduzione del 5G”, si precisava, pur invitando a un monitoraggio dei livelli di esposizione e di proseguire le ricerche sugli effetti a lungo termine.

Eppure, questo rapporto viene contestato dai No 5G, accusato di ‘conflitto d’interesse’. Gli stessi attivisti che rifiutano di essere bollati come ‘allarmisti’. Tanto da invocare il principio di precauzione per stoppare la sperimentazione del 5G. “Non vogliamo essere esposti a radiofrequenze inesplorate ogni giorno, non vogliamo essere cavie umane”, ha rivendicato Maurizio Martucci, portavoce dell’Alleanza Stop 5G. Una mozione per fermare la sperimentazione, promossa dall’ex pentastellata Sara Cunial e altri deputati del gruppo Misto, è stata però già respinta alla Camera lo scorso ottobre

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