TikTok, la nuova app che spopola fra giovani e giovanissimi, è sotto indagine negli Stati Uniti per verificare se costituisca o meno una minaccia per la sicurezza nazionale. Il collegamento alla sicurezza deriva dal fatto che l’app sia di produzione cinese, e in particolare dell’azienda ByteDance, titolare anche di Musical.ly a seguito di un’acquisizione che risale al 2017.

Ai tempi il Comitato americano per gli investimenti esteri, che delibera proprio in materia di acquisizioni, non aveva degnato di interesse il passaggio di mano di Musical.ly perché entrambe cinesi. Il Congresso tuttavia ha espresso preoccupazioni postume e da qui è iniziata l’indagine. A sollevare la questione sono stati i senatori Marco Rubio, Chuck Schumer e Tom Cotton, secondo i quali l’azienda proprietaria di TikTok e Musical.ly è pur sempre un’azienda cinese, e in quanto tale deve sottostare alle leggi cinesi. Un campanello d’allarme sarebbe, ad esempio, la cancellazione dei video con le proteste di Hong Kong, per volontà di Pechino. Un’atto che viene visto come una censura e una restrizione della libertà di opinione e di informazione.

Foto: Depositphotos
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In sintesi, TikTok rischia di fare il paio con Huawei e ZTE nella lista nera delle aziende che potrebbero favorire lo spionaggio governativo. Come in un film già visto, il mittente nega qualsiasi coinvolgimento e promette collaborazione con il Congresso. Azioni già tentate da Huawei e soci senza esiti positivi. Anche perché, stando alle fonti del quotidiano New York Times, il Governo statunitense avrebbe già collezionato prove dell’invio di dati in Cina, nonostante ByteDance assicuri che le informazioni sugli utenti americani risiedono su server negli USA.

TikTok non è nuova alle bufere a stelle e strisce. L’app è stata multata per aver raccolto i dati personali di minori di 13 anni senza il consenso dei genitori e ha pagato una multa da 5,7 milioni di dollari. A seguito di quella vicenda cambiò le pagine della propria policy.

Foto: Depositphotos
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Questa però è una gatta molto più dura da pelare, che non si può risolvere con una multa di poco conto. L’ombra dello spionaggio governativo è difficile da dissipare, e le azioni finora intraprese dal Governo statunitense dimostrano che non ci sono mezze misure quando si tratta di tutelare la sicurezza nazionale.

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