Dopo la dura presa di posizione per il decreto del Tribunale dei Minori sul caso di Laura Massaro da parte di D.i.Re – Donne in rete, Cgil, Uil, di deputate e senatrici, sul sito di Psicologia giuridica è stato pubblicato l’articolo Non sono tutti casi di alienazione firmato dallo psicoterapeuta Marco Pingitore e dal neuropsichiatra infantile Giovan Battista Camerini, da sempre convinti sostenitori dell’alienazione parentale.

I due professori scrivono: “Sembra che la maggior parte dei genitori, mediante i loro avvocati, utilizzi questo costrutto giuridico per ottenere ragione in Tribunale e per spaventare la controparte: facciamo levare il figlio al tuo/alla tua cliente. In verità, possiamo tranquillamente affermare che la maggior parte dei casi che riscontriamo, sia in qualità di Ctu sia di Ctp, non c’entrano proprio nulla con l’alienazione parentale. In qualità di Consulenti Tecnici di Parte, addirittura, a volte siamo costretti a cercare di convincere il potenziale cliente, nei primi contatti pre-incarico, che il suo caso non è alienazione parentale. Quando ci riusciamo, qualche genitore sembra rimanere interdetto, basito e preoccupato: e adesso come mi muovo senza la mia difesa di Ap? Non basta ipotizzare che un figlio rifiuta un genitore per colpa dell’altro. Troppo semplice come costrutto, non è questa l’alienazione parentale, che è un processo psicologico molto complesso in cui anche il genitore rifiutato deve assumersi le sue responsabilità”.

E’ forse un passo indietro? Siamo liete di leggere che anche due tra i più attivi sostenitori dell’alienazione parentale scrivano che questa riguardi un numero minoritario di casi e denuncino un uso strumentale della Ap da parte di genitori inadeguati; eppure non sembra che questo sia ciò che viene insegnato nelle scuole di psicologia giuridica.

Su Youtube è possibile seguire il video di una lezione svolta nell’Accademia di psicologia sociale e giuridica, alla presenza dello stesso Marco Pingitore. Una docente dice esattamente il contrario di quanto scritto nell’articolo, ovvero che l’alienazione parentale riguarderebbe la maggioranza dei casi nei tribunali e sarebbe “un fenomeno con un sommerso che non possiamo immaginare”.

Durante la lezione viene anche spiegato che il consulente tecnico “deve certo valutare se ci sono reali episodi di trascuratezza o di abusi di una qualche natura da riconoscere ma in realtà sono spesso abusi reali a carico dei genitori alienati con scuse che alimentano l’onnipotenza genitoriale”. Come è possibile affermare che il rifiuto sia generato da alienazione parentale nella maggioranza dei casi se tutti i dati su maltrattamento e violenza intrafamiliare indicano un fenomeno significativo e, al contrario, gli unici dati che si possiedono su madri che ostacolano la relazione tra padre-figlio indicano lo 0,03% nelle separazioni conflittuali (dato diffuso durante la conferenza stampa alla Camera dei Deputati Il paradosso dell’alienazione parentale: quali iniziative intraprendere per tutelare la salute dei minori)?

Si ha anche l’impressione che ci sia un certo nervosismo tra i sostenitori dell’alienazione parentale.

La scorsa settimana è stato annullato un convegno con crediti formativi per avvocati che si sarebbe dovuto svolgere il 18 ottobre a Montegranaro (Marche) col patrocinio del Comune di Montegranaro, del Rotary-Distretto 2090 e la concessione dei crediti formativi dell’Ordine degli avvocati di Fermo.

Valerie Josephine Intilla, responsabile del Movimento per l’Infanzia per le Marche, aveva collaborato alla realizzazione dell’evento e mi ha spiegato che “è grave che tutto sia stato annullato perché l’avvocato Andrea Coffari non era più persona gradita. Questo è avvenuto dopo che Giovan Battista Camerini si è presentato come presidente del Rotary di Bologna e ha fatto alcuni feroci commenti sulla pagina dello stesso Club che promuoveva l’evento. Insomma, ha fatto pesare il suo ruolo di presidente del Rotary di Bologna e questo è davvero spiacevole. Il convegno si terrà comunque in un’altra sede e inviterò il professor Camerini a confrontarsi con chi critica il costrutto della Ap”.

Nei commenti, tutti cancellati, Camerini – che ha avuto il ruolo di Ctp in molte cause di affidamento di minori – ha anche accusato Andrea Coffari di “posizioni sessiste ed estremiste” e ha lamentato l’assenza di un “contraddittorio” (in realtà è stato più volte invitato a un confronto da Coffari ma non ha mai accettato).

L’avvocato Coffari è stato anche accusato da Giovan Battista Camerini di essere difensore di Claudio Foti come se fosse una colpa o un crimine svolgere la professione forense. Durante il convegno, Coffari avrebbe criticato i sostenitori dell’alienazione parentale e avrebbe parlato del suo libro Rompere il silenzio-Le bugie sui bambini che gli adulti si raccontano dove affronta il tema del negazionismo della violenza in famiglia contro i fanciulli e critica duramente quei “cattivi maestri” che hanno contribuito a diffondere una falsa scienza che mette a rischio i bambini e li espone alla violenza degli adulti.

Il libro chiama in causa direttamente i sostenitori dell’alienazione parentale: Giovan Battista Camerini, Guglielmo Gullotta e Marco Pingitore e mette in discussione le loto tesi a sostegno della Ap.

In attesa che Camerini accetti, prima o poi, un confronto con psichiatri e psicoterapeuti che combattono il costrutto dell’alienazione parentale, ci si domanda: ma perché tanta ostilità nei confronti di Andrea Coffari? Perché le sue parole fanno così paura?

@nadiesdaa

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