Il tempo sta per scadere. E il rischio è che quella data già evocata, il 2023, si trasformi nell’anno del fallimento finanziario del Vaticano. Di soldi, scandali e corruzione tra le Mura leonine parla il nuovo libro-inchiesta del giornalista Gianluigi Nuzzi (edito da Chiarelettere), autore di “Giudizio universale“, un’indagine sulla condizione economica delle casse della Santa Sede, a partire dall’analisi di circa tremila documenti riservati. Dossier e carte che svelano tutta l’opacità e le ombre della Città del Vaticano, al di là del tentativo rivendicato da parte di papa Francesco di fare trasparenza.

Eppure, poco sembra essere cambiato, nonostante la volontà del Pontefice: “Bergoglio non è l’amministratore delegato di una società. Governa, è il monarca assoluto di quel piccolo Stato. E ha come punti cardinali la dottrina sociale della Chiesa, per cui se ci sono esuberi del personale, per esempio, non li può mandare a casa. Ma non solo. C’è anche la misericordia per cui se un fratello ruba bisogna cercare di perdonare e aiutarlo”, spiega Nuzzi, presentando il volume al pubblico nello spazio Feltrinelli alla Galleria Alberto Sordi di Roma.

Ma come si è arrivati alle soglie del crac? Si può analizzare la cattiva gestione del patrimonio immobiliare della Chiesa, tra case rimaste vuote o affittate a prezzi fuori mercato: “Il patrimonio non offre reddito. Il 40% degli appartamenti sono sfitti o dati a canone zero. I canoni stessi variano da un -20 a un -80% rispetto al prezzo di mercato”, aggiunge il giornalista. Ma soprattutto, rivendica, il rischio fallimento deriva dall’unione di ‘due spade mortali’: “Da una parte il crollo delle offerte, con un’amministrazione che sperpera sempre più denaro, dall’altro l’incapacità con le riforme di papa Francesco di invertire la tendenza”.

Ci sono poi gli scandali. Così nel libro si parla del caso di un cardinale che dispone di una cifra che raggiunge i cinque milioni di euro. Ma non solo. “Se un Papa che vuole agire nel senso della trasparenza viene stoppato, si pongono delle domande sul suo ruolo. In Vaticano non c’è il Papa a fare da arbitro tra i buoni e i cattivi, ma una struttura fortemente gerarchica. E di fronte al numero di fedeli in calo – soprattutto nel mondo più ricco, tra Europa e America – , alla crisi delle vocazioni e agli scandali finanziari e sessuali, ora il Vaticano davvero rischia di andare a sbattere dal punto di vista economico”. A meno che, precisa Nuzzi, non si intervenga subito a “trasformare le opacità in casa di vetro”. Anche perché, “senza risorse si impedisce al Pontefice di finanziare l’aiuto ai poveri e ai bisognosi”. Di fatto, mettendo in ipoteca la missione evangelica, la Chiesa stessa è in pericolo.

Ora la prima copia di “Giudizio Universale” è arrivata sul tavolo del promotore di Giustizia vaticano, consegnata dalla legale di Nuzzi. “Con Emiliano Fittipaldi dell’Espresso siamo stati già processati e prosciolti per il lavoro che avevamo fatto. Ora spero che non siano i giornalisti a essere processati, ma chi compie certi misfatti”, ha rivendicato Nuzzi a margine della presentazione romana. Un’iniziativa alla quale doveva partecipare anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, assente però per gli impegni di governo in Consiglio dei ministri e per il vertice di maggioranza sulla manovra: “So comunque come sia interessato ai rapporti con il Vaticano, vorrei ascoltarlo con attenzione. Ci sono debiti che il Vaticano ha nei confronti dell’Italia e che l’Ue ci chiede di incassare, circa cinque miliardi di Ici non pagata

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