15 ottobre 2009: l’arresto – Stefano Cucchi si trova in via Lemonia, nei pressi del Parco degli Acquedotti, a Roma. Viene fermato dai carabinieri perché è in possesso di 28 grammi di hashish. Dopo averlo preso in consegna, i militari lo accompagnano a casa dei genitori per perquisirgli la stanza: non trovano altra droga e dunque lo rinchiudono in una cella di sicurezza della caserma Appio-Claudio.

16 ottobre 2009: l’udienza di convalida – All’udienza di convalida del fermo il giovane compare con ematomi e ha difficoltà a camminare. Parla a stento: una registrazione dell’udienza – che sarà diffusa successivamente – testimonia il suo stato di salute. L’arresto viene convalidato: il giovane viene portato a Regina Coeli.

17 ottobre: il primo referto – Le condizioni mediche di Cucchi cominciano a peggiorare: viene trasferito all’ospedale Fatebenefratelli e il primo referto medico segnala a frattura alla mascella, l’emorragia alla vescica, due fratture alla colonna vertebrale e le lesioni al torace. Viene proposto il ricovero, ma il 31enne rifiuta e viene rimandato in carcere. Da lì verrà poi trasferito all’ospedale Sandro Pertini.

22 ottobre 2009: la morte – A una settimana esatta dal fermo, Cucchi muore nel reparto protetto dell’ospedale Sandro Pertini.

29 ottobre 2009: le foto su Fatto – Il Fatto Quotidiano pubblica per la prima volta le foto del cadavere di Cucchi all’obitorio. Le immagini mostrano evidenti ematomi sul volto. La famiglia comincia una lunga battaglia giudiziaria.

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