“A Milano siamo pieni di procedimenti per corruzione internazionale e vediamo gli effetti negativi, sia nei confronti degli Stati vittime sia nei confronti delle nostre imprese che invece di investire in innovazione, investono in tangenti”. È una delle riflessioni del procuratore della Repubblica di Milano Francesco Greco alla presentazione del bilancio di responsabilità sociale 2018 degli uffici giudiziari milanesi. Sono diverse le inchieste per corruzione internazionale aperte, chiuse e in corso dagli inquirenti milanesi e lo stesso Greco è uno dei massimi esperti in materia avendo indagato da pubblico ministero e da aggiunto sui casi più importanti.

Greco, inoltre, ha invitato a non essere più “provinciali” e a pensare che la corruzione esista soltanto “nel nostro Paese”. Anche perché come spiega il numero uno dei pm di Milano “a livello internazionale, al colonialismo si è andata via via sostituendo la corruzione che ha sostenuto regimi corrotti e dittatoriali, depredando per pochi spiccioli le risorse dei Paesi a scapito dello sviluppo democratico, economico e sociale di intere popolazioni mantenute a livello di povertà e costrette ad emigrare per fame”.

La politica delle tangenti “sui grandi monopoli di risorse, infatti – spiega ancora – non esprime soltanto un contratto occulto che lega corrotti (rappresentanti e ministri di governi) e corruttori (dirigenti di società multinazionali). Tale sistema, in altre parole, non si limita a danneggiare il loro business o la loro reputazione, ma costituisce un meccanismo consolidato che incide direttamente o indirettamente sulla popolazione dei Paesi coinvolti, razziandone le risorse necessarie allo sviluppo socio-economico e peggiorandone, di conseguenza, le condizioni di vita”. A questo “circolo vizioso, che l’attività della Procura è impegnata, nell’ambito delle proprie competenze, a combattere – conclude Greco – si fa riferimento con la cosiddetta ‘maledizione delle risorse”.

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