Paulo Dybala firma una doppietta in appena 2 minuti e regala la seconda vittoria in Champions alla Juventus. All’Allianz Stadium finisce 2-1 contro il Lokomotiv Mosca, che si era portato in vantaggio dopo mezz’ora con una rete di Aleksey Miranchuk. Se anche nella classica ‘partita storta di Sarri’ la Juventus riesce a sfangarla, è un segnale abbastanza forte. I bianconeri che affrontano la Lokomotiv infatti sono una squadra ben lontana da quella che ha dominato l’Inter e asfaltato il Leverkusen: poco concreta davanti, disattenta dietro e quasi svogliata, come spesso accade alle squadre del tecnico toscano di fronte ad avversari modesti. Sorprende anche la scelta del 4-3-1-2 con Higuain in panchina e Bentancur che pare muoversi alle spalle delle due punte, Ronaldo e Dybala: nella carriera 2.0 di Sarri, con le grandi, il rombo a centrocampo e in generale gli schemi diversi dal 4-3-3 non hanno mai garantito grosse prestazioni, togliendo spazio in avanti e velocità. Uno schema che gli ha portato bene a Empoli con Saponara dietro le punte e poi basta: ci provò con Insigne, ma a sinistra nell’attacco a 3 era tutt’altra storia e si adattò, con buoni risultati.

La Lokomotiv prova a mettere in campo la trappola classica antisarrista: in undici dietro la palla con l’ex Howedes baluardo, raddoppi ovunque e parola d’ordine distruggere dove si può, quando si può, ed eventualmente ripartire. Semin non è Sun Tzu ma gli va bene per tre quarti di gara: la Juve giochicchia troppo, non segna e su uno svarione becca anche gol dall’interessantissimo Miranchuk, bravo ad approfittare delle incertezze di Bonucci e di una respinta corta di Szczesny. Si innesca la classica partita maledetta: il cronometro che scorre, la Juve che attacca in maniera sterile e la Lokomotiv che si chiude compatibilmente alla propria modestia e che sempre in base alle proprie caratteristiche prova ad andare in contropiede o a fare qualsiasi cosa utile a far passare del tempo, anche tirarla in tribuna.

Il rimedio è il ritorno a tre davanti, naturalmente con l’ingresso del Pipita ritrovato che sfiora il gol due volte. Non sarà lui stavolta l’eroe bianconero: Dybala con un sinistro da fuori , uno dei suoi, la mette dove Guilherme non può proprio arrivare e trova il pareggio. Due minuti dopo un altro tiro da fuori, stavolta di Alex Sandro, trova la corta respinta del portiere russo Guilherme: è ancora una volta Dybala a fiondarsi sul pallone e a trovare il raddoppio. Il resto, contro un avversario decisamente modesto, è mera amministrazione.

Insomma: alla Juve va bene, vanno bene i tre punti che la tengono prima nel girone a pari merito (l’Atletico Madrid nel pomeriggio ha sconfitto il Bayer Leverkusen) e già agli ottavi in caso di vittoria a Mosca. Ma restano parecchie cose da rivedere, dall’atteggiamento che per sessanta minuti è al limite della presunzione fino all’esperimento di uno schema che piace parecchio a Sarri, e basta.

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