Il giorno del duello televisivo tra Renzi e Salvini è arrivato. Questa sera alle 22.50 si sfideranno i due Matteo, lo faranno nel salotto di Porta a Porta con a disposizione 75 minuti. Il confronto non avverrà in diretta tv ma sarà registrato negli studi di via Teulada a Roma alle 18. In ogni caso rischia di “coprire” quello che nelle stesse ore arriverà da Palazzo Chigi in materia di manovra finanziaria. E d’altra parte il dibattito è stato non solo accettato, ma cercato, voluto e coltivato. Per molti analisti Renzi e Salvini hanno cercato questo confronto per legittimarsi a vicenda e accreditarsi come leader dei rispettivi schieramenti. Per l’ex premier un modo per crescere nei sondaggi (Italia Viva oscilla tra il 3 e il 5 per cento) e un modo per lanciare la Leopolda del prossimo weekend. Per il leader leghista la possibilità di porsi in maniera ancora più forte come leader di opposizione a questo governo, per lanciare la manifestazione di piazza a Roma contro l’attuale esecutivo prevista per i prossimi giorni, ma soprattutto per contestare alla nuova maggioranza di governo di essere imperniata proprio su Renzi, premier per quasi 3 anni, simbolo (nella retorica leghista) di tutto ciò che non va, dai migranti alle banche.

Sarà una sfida con poche regole, senza claque e soprattutto senza cronometro. Gli interventi dei leader non saranno conteggiati, niente stile americano. Si tratterà di un duello “all’italiana” che nella prima mezz’ora vedrà i due politici rispondere solo alle domande di Bruno Vespa (che da arbitro avrà ampio margine d’azione), in seguito gli interventi degli altri giornalisti. La messa in onda alle 22.50 è un orario differente rispetto alla programmazione standard di Porta a Porta. Una partenza anticipata favorita anche dalla diretta di Lichtenstein-Italia, gara per gli Europei 2020. Da capire che traino porterà al duello tra i due Matteo: solitamente le gare degli azzurri mettono insieme tra i 6 e i 7 milioni di spettatori, ma in questo caso non è certo una partita in bilico e per giunta la Nazionale da sabato scorso è già qualificata matematicamente come prima del suo girone. Chi la spunterà tra Renzi e Salvini, insomma? Nella parte successiva al confronto il commento sarà affidato al direttore della Stampa Maurizio Molinari e al direttore di Quotidiano Nazionale Michele Brambilla.

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