Alcuni istituti del Nord Europa già lo fanno: chiedono ai clienti di pagare per tenere i soldi sul conto. Ma secondo Jean Pierre Mustier, ad di Unicredit e da pochi mesi presidente dell’Ebf (l’Abi delle banche europee) la pratica di trasferire i costi dei tassi negativi alla clientela deve essere ampliata. Per assicurare “la massima efficienza” alla politica monetaria della Bce “sarebbe estremamente importante che i tassi negativi non si fermassero nei bilanci bancari”, è stata la sua premessa. Dunque “è importante che la Bce dica alle banche, ‘per favore passate i tassi negativi ai vostri clienti'”, “proteggendo naturalmente i piccoli clienti con depositi inferiori ai 100mila euro“.

L’ad di Unicredit, che ha parlato in una conferenza stampa dell’European Banking Federation a Bruxelles prima del suo discorso d’esordio da presidente, ha chiarito che il compito del sistema bancario non è commentare le decisioni della Bce ma assicurarsi che le sue misure “siano messe nella massima efficienza in quello che i banchieri centrali chiamano meccanismo di trasmissione“. “Se si hanno dei tassi negativi – ha aggiunto – bisogna avere il più efficiente meccanismo di trasmissione”. Gli effetti dei tassi negativi vanno dunque “gradualmente passati ai clienti” perché “questo è l’unico modo di massimizzare il meccanismo di trasmissione, se si vuole avere il pieno impatto delle politiche monetarie”.

In più, secondo Mustier, perché la politica monetaria della Bce possa conseguire l’obiettivo di “assicurarsi che i prestiti bancari siano dati al tasso più efficiente alla clientela” avrebbe “molto senso” che, nell’ambito del quantitative easing, l’Eurotower acquistasse “obbligazioni bancarie”. “Così il costo della raccolta più basso” per le banche “potrebbe essere trasferito alla clientela”. “Le banche sono investment grade, comprare bond senior, senior preferred e anche tier2 che sono investment grade potrebbe avere molto senso”, ha detto l’ad di Unicredit.

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