Nonostante le calde lacrime di Greta Thunberg, i sogni spezzati di una bambina cresciuta troppo in fretta, la sua tenacia e la sua infaticabile lotta, e nonostante ovunque gli ecosistemi collassino, i potenti continuano per la loro strada. La ragazzina svedese, con la sua profonda intelligenza e sensibilità, ha già capito tutto: sa che in questi summit di potenti si dice tutto e il contrario di tutto, si promette e si rinnega tutto, si cambia tutto per non cambiare nulla. E la disperazione le chiude la gola.

Prendiamo il nostro buon Giuseppe Conte: oltre a dare un pessimo esempio mangiando hamburger, ha anche raccontato frottole, dicendo che l’Italia si “decarbonizzerà” entro il 2050. Sembra di giocare a tombola, ognuno tira fuori numeri, percentuali, date. Tanto poi nessuno controlla.

Ma, come sottolinea Greenpeace, per decarbonizzare al 2050 servono fin da subito tante azioni:

1. creare un piano preciso per la chiusura delle centrali a carbone, trovare risorse e misure per l’efficienza energetica dichiarata nel piano;

2. convertire tutte le case dotandole di energia rinnovabile;

3. stabilire una data in cui si proibirà la vendita di auto diesel, a benzina, a gas e ibride;

4. stabilire la data in cui si chiuderanno le centrali a gas (ma noi in Italia apriamo nuovi gasdotti, come il Tap, con relativa devastazione);

5. chiudere tutte le attività estrattive di combustibili fossili, avviando (aggiungo io) un importante programma di ricollocamento e formazione dei lavoratori per avviarli a nuovi lavori sostenibili. È positivo che al Terzo sciopero globale abbiano partecipato anche i sindacati. Sono proprio loro, infatti, che devono aiutare a risolvere l’eterno dilemma “salviamo il lavoro, o la salute o l’ambiente?”. Non si può più pensare che i sindacati stiano fuori dal tema ambientale.

6. eliminare i biocarburanti di prima generazione come l’olio di palma (che ancora oggi si trovano in tanti motori, denominati “biodiesel” e che causano deforestazione e quindi CO2);

7. tagliare i sussidi dannosi all’ambiente (come gli allevamenti intensivi e i fossili), tassare il combustibile di aerei e navi, dirottando i fondi verso il sostegno a produzioni virtuose.

Tornato a casa dagli States, il governo Conte 2 farà tutto questo? C’è un piano, ci sono fondi per la ristrutturazione e la transizione al rinnovabile di tutte le case esistenti? Vi faccio un esempio: io e la mia famiglia stiamo cambiando casa; abbiamo comprato un appartamento anni 70 in un condominio (per evitare di consumare suolo comprando una casa nuova) e puntiamo ad avere una casa alimentata solo con energia rinnovabile, senza metano né energia fossile.

Abbiamo installato pannelli fotovoltaici e pompe di calore, fatto l’impianto di recupero delle acque grigie, messo pannelli isolanti in materiale naturale. Ma non è stato per nulla facile, soprattutto in un condominio. Pochissimi sono gli amministratori che hanno esperienza in questo, che facilitano, che propongono progetti ai condomini.

Nella mia città, così come in tante altre città, addirittura non si possono mettere pannelli fotovoltaici nei centri storici per motivi estetici! Non si capisce però perché le antenne siano tollerate e le auto siano dappertutto (molto più visibili, meno utili e più dannose di un pannello fotovoltaico!).

Ma se nelle stanze dei bottoni i potenti friggono l’aria, dal basso qualcosa di concreto si muove. Sono i giovani dei movimenti Fridays for Future e Extinction Rebellion, ai quali rivolgo un appello. Non smettete mai di essere lottatori e sognatori, radicali e radicati; non accettate compromessi al ribasso, non piegatevi al dio del profitto. Questo valga anche nelle vostre vite, nei vostri piccoli passi quotidiani.

Disprezzate l’ipocrisia: perché non si può scendere in piazza a protestare contro i potenti e poi mangiare hamburger e bere Coca cola. Cercate di capire che ogni azione da voi fatta è un voto, un regalo o un danno ad un sistema che distrugge l’ambiente. Cercate di capire quanto impattano i vostri vestiti, quanto sfruttamento e inquinamento c’è dietro; chiedetevi cosa mangiate e cosa bevete (e magari anche cosa fumate); chiedetevi a chi vanno i vostri soldi, dove vanno i vostri rifiuti, da dove vengono i vostri smartphone.

Riducete, riusate e cercate sempre alternative etiche, solidali, ecologiche. Che cercarle e crearle sia la vostra passione. Non accettate la rassegnazione e il cinismo di un mondo vecchio: siate lievito di rivoluzione!

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