La doppia vita di Kyra Kole sembrava andare a gonfie vele finché non è arrivata la definitiva condanna a due anni di carcere per sfruttamento e favoreggiamento alla prostituzione. Dj in apertura dei concerti dei Gemelli Diversi, showgirl a “Ciao Darwin” e modella sulla copertina di Playboy Spagna ma anche imprenditrice con un centro massaggi dal valore di oltre 70mila euro. Ma una doppia vita ce l’aveva anche il suo “Body Olistico” di Carate Brianza, nel monzese, dove i clienti potevano pagare e chiedere alle ragazze vere e proprie prestazioni sessuali e “massaggi più spinti”. Così li ha definiti la stessa Kyra Kole, al secolo Edyna Greta Gyorgy, 34 anni, di origini ungheresi, in un’intercettazione raccolta durante l’indagine della Sezione Operativa della Compagnia di Seregno.

Il verdetto, dimezzato rispetto alle richieste della procura di 4 anni, è arrivato nelle scorse ore ma al momento, della showgirl, non si hanno tracce. Le indagini comunque hanno fatto luce sui dettagli dell’attività gestita da Kyra Kole. Pare che nel centro massaggi lavorassero dalle quattro alle sette ragazze, tra i 18 e i 40 anni e perlopiù straniere (italiane, marocchine, romene e polacche). A tutte aveva imposto l’apertura della partita Iva, come libere professioniste, un contratto e un affitto mensile per l’utilizzo delle stanze. Un normale listino elencava le diverse possibilità, con prezzi dai 15 ai 150 euro, sugli annunci si faceva esplicito riferimento ad alcuna pratica sessuale. E ogni “massaggiatrice” emetteva un regolare scontino. Tutta solo parvenza di regolarità perché ogni giorno Kyra faceva il giro delle ragazze per riscuotere il 50% del loro guadagno, al fisco venivano dichiarati introiti fasulli e le prestazioni all’interno del centro benessere non si limitavano ai singoli massaggi.

Nonostante, comunque, le ragazze non fossero in nessun modo costrette a prostituirsi. Il sistema imprenditoriale permetteva a Kyra Kole di mettersi in tasca quotidianamente ingenti somme di denaro ma allo stesso tempo costringeva le ragazze a cercare di accaparrarsi quanti più clienti possibili pur di non rimanere a mani vuote dopo l’”affitto” alla padrona di casa. E a tradirla è stato proprio questo sistema. Perché una lite tra due ragazze per un cliente in più ha richiesto l’intervento dei carabinieri. Questi, insospettiti anche per le segnalazioni dei residenti per il continuo via vai di gente, perlopiù uomini, avevano dato il via ai controlli. Kyra Kole è stata prima arrestata e trasferita a San Vittore, poi le sono stati concessi i domiciliari con il divieto di espatrio in attesa della sentenza. Ora invece dovrà tornarci, almeno per due anni.

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