Nuova epurazione, ennesimo uomo da rimpiazzare all’interno dell’amministrazione Trump. Questa volta, però, a cadere è la testa di un fedelissimo della linea spregiudicata presidente americano: il Consigliere per la sicurezza nazionale, John Bolton. Colui che, anche quando il presidente ha alzato la voce fino al limite del consentito dalla diplomazia internazionale, lo ha seguito, spesso sostituendosi a lui nelle affermazioni più dure contro Paesi come Iran o Corea del Nord. Uno di quelli che, più che frenare l’esuberanza del tycoon americano, ha cavalcato la sua onda. “Ero fortemente in disaccordo con molti dei suoi consigli come altri nell’amministrazione”, si è limitato a spiegare l’inquilino della Casa Bianca nel suo annuncio su Twitter.

Bolton ha rassegnato le proprie dimissioni, ma Donald Trump ha scritto di essere stato lui a chiedere all’ormai ex consigliere di farsi da parte, aggiungendo che nominerà il suo successore la prossima settimana. Un’ora prima del tweet, l’ufficio stampa della Casa Bianca aveva annunciato la partecipazione del consigliere a un briefing con i giornalisti, oggi, assieme al segretario di Stato, Mike Pompeo, e al segretario al Tesoro, Steve Mnuchin, secondo quanto riportato dalla Cnn. “Mi sono offerto di dimettermi ieri sera ed il presidente Trump mi ha risposto ‘Parliamone domani'”, ha spiegato Bolton su Twitter.

Il politico 70enne aveva assunto l’incarico nell’amministrazione il 9 aprile 2018, in sostituzione di Michael Flynn, coinvolto nel Russiagate. Negli ultimi tempi erano montate le voci sui dissidi soprattutto tra Bolton e il segretario di stato Mike Pompeo. Dissidi sulla linea da tenere sui principali dossier di politica estera e di sicurezza nazionale, come l’Afghanistan, l’Iran, il Venezuela e la Corea del Nord. Secondo alcune ricostruzioni, anche il presidente Trump ormai era diventato insofferente nei confronti del consigliere, considerato eccessivamente interventista anche per lui e accusato di non seguire la linea del presidente.

La tensione tra i due, secondo il New York Times, è cresciuta negli ultimi mesi, dopo la decisione di Trump di cancellare il già pianificato attacco aereo sull’Iran, in risposta all’abbattimento di un drone Usa. Ulteriore motivo di frizione sarebbe stata la decisione di Trump di incontrare il leader nordcoreano Kim Jong-un nella zona demilitarizzata al confine tra le due Coree. Bolton era invece favorevole al bombardamento dell’Iran e contrario alle ripetute aperture nei confronti della Corea del Nord, nonostante i nuovi test missilistici di Pyongyang. Sempre secondo il Nyt, Trump in privato si sarebbe più volte lamentato che Bolton era “troppo desideroso di trascinare gli Stati Uniti in un’altra guerra”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Israele, il 17 settembre le elezioni. Sondaggi: Netanyahu in svantaggio, l’estrema destra oltre la soglia del 3 per cento

prev
Articolo Successivo

11 settembre, non solo Torri Gemelle. Ecco com’è nato il terrorismo moderno

next