Manca una settimana esatta alle elezioni parlamentari in Israele, fissate per il 17 settembre. Secondo un sondaggio della tv pubblica Kan, Blu Bianco, il partito di Benny Gantz e Yair Lapid, sarebbe in lieve vantaggio contro il Likud di Benyamin Netanyahu. A separarli ci sarebbe solo un seggio: Blu Bianco sale del 2 per cento e arriva a quota 32 contro i 31 dell’attuale premier.

Le analisi più recenti pubblicate da diversi quotidiani stimano inoltre la crescita del partito di estrema destra Otzma Yehudit, che dovrebbe riuscire a superare la soglia di sbarramento del 3,25 per cento, ottenendo quattro seggi all’interno del Parlamento.

Ma se anche così fosse cambierebbe poco per Netanyahu, che per arrivare alla maggioranza di 61 seggi avrebbe bisogno del sostegno del partito ultranazionalista russofono Yisrael Beitenu guidato da Avigdor Lieberman, lo stesso che al voto del 19 aprile ha chiuso le porte a un’ipotesi di alleanza. Senza il suo aiuto il Likud si fermerebbe a quota 58 seggi, cioè due in meno della metà dei 120 della Knesset.

Secondo i sondaggi, segue la lista unitaria dei partiti arabi con 10, la nuova formazione di destra Yamina dell’ex ministro della Giustizia Ayelet Shaked andrebbe a 9, mentre Yisrael Beitenu a 8. Sette i seggi previsti per i partiti ultra-ortodossi Shas e United Torah Judaism, mentre il Campo Democratico dell’ex premier Ehud Barak si fermerebbe a 6. L’unione dei Laburisti con Gesher non va oltre 5, seguita subito dopo da Otza Yehudit con 4.

Il testa a testa fra Blu Bianco e Likud rimane: Gantz non ha escluso la possibilità di un governo nazionale, a patto però che venga escluso dai giochi lo stesso Netanyahu, su cui pende la triplice accusa di corruzione, frode e abuso di fiducia.

Per evitare la dispersione di voti a destra, il Likud ha intensificato gli appelli a non votare per Otzma Yehudit. Il premier sta inoltre cercando di attirare il voto dei conservatori sbandierando il ‘pericolo arabo’e sostenendo che con Blu e Bianco andranno al governo i rappresentanti della minoranza. Gantz ha smentito più volte e ha escluso qualsiasi ipotesi di coalizione con formazioni anti-sioniste.

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