Circondati dalle forze dell’ordine, intorno alle 14 di ieri, i mille attivisti climatici che hanno occupato il red carpet decidono di evitare la resistenza passiva e i ‘trascinamenti’ e tornare autonomamente a preparare il corteo del pomeriggio: “È il momento di mostrare il cervello, non i muscoli” spiegano al microfono, delusi di non aver incassato il sostegno della Mostra del Cinema di Venezia ma intenzionati a evitare tensioni con la polizia. Alle 18 al Lido sono stati raggiunti da centinaia di altre persone arrivati per la ‘Marcia Climatica’, tremila persone, non solo le giovani generazioni italiane e internazionali di Fridays for Future e Extinction Rebellion ma anche mamme, famiglie e cittadini dei comitati che portano avanti battaglie contro inquinamento o per la salvaguardia dell’ambiente su diversi territori italiani e militanti degli spazi sociali.
Al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, che sulla sua pagina Facebook aveva manifestato la sua solidarietà “con i giovani attivisti per il clima che hanno fatto irruzione sul red carpet per richiamare l’attenzione sui cambiamenti climatici” dichiarando di essere “dalla stessa parte della barricata” in questa “missione fondamentale” risponde Raniero del comitato ‘Stop Biocidio’ della terra dei fuochi di Napoli dal microfono in testa al corteo: “Basta chiacchiere o solidarietà da parte degli stessi politici ai quali stiamo chiedendo il cambiamento: se davvero il ministro sta dalla nostra parte prenda carta e penna e agisca per rendere l’Italia un paese senza fonti fossili, per dotarci di un piano energetico nazionali sostenibile da un punto di vista sociale ed economico”.
Il corteo si è fermato a pochi metri dal red carpet ma di fronte all’ingente schieramento della polizia ha deciso di aggirare l’area della Mostra del Cinema e tornare a Santa Maria Elisabetta senza tentare di oltrepassare la polizia. Una marcia pacifica e colorata che ha visto solo un momento di tensione quando un ragazzo austriaco si è avvicinato a un blindato della polizia con una bomboletta di deodorante e un accendino, mentre il corteo era sulla via del ritorno. Fermato per l’identificazione, gli avvocati del corteo e alcuni attivisti hanno comunque deciso di attendere il suo rilascio, anche per evitare che il gesto di un singolo potesse in qualche modo infangare l’intenzione degli organizzatori di evitare in questa occasione tensioni con la polizia.
Prossimi appuntamenti “Dal 20 al 27 settembre – spiega Linda di Extinction Rebellion – ci sarà la settimana di ribellione annunciata da Fridays for Future, mentre dal 7 al 13 ottobre a Roma la settimana di azioni contro l’estinzione di massa che stiamo vivendo e che ci coinvolge direttamente”.
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