“Apriremo il parlamento come una scatoletta di tonno!”, lo slogan più radicale del “cambiamento” ha prodotto i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, ma a Savona c’è qualcuno che si è messo letteralmente ad aprire le scatolette di tonno per trasformarle opere d’arte.
Roberto Scarpone è uno delle centinaia di ex-dipendenti della Ferrania travolti dalla crisi dell’azienda. Quando ha perso il lavoro, dieci anni fa, si è dedicato anima e corpo a una vecchia passione: la scultura.

“Come chimico – racconta – mi occupavo già di problemi ambientali perché lavoravo al depuratore delle acque della Ferrania, ma ora i problemi dell’ambiente stanno diventando la prima emergenza e tra questi c’è anche la pesca indiscriminata. Quando avremo sterminato tutti i tonni, senza dargli il tempo di ripopolare i mari, ci resteranno solo le scatolette. Da lì è nata l’idea di creare dei pesci di metallo a partire proprio dalle scatolette di tonno. Ho cominciato utilizzando le linguette come branchie, ma poi la gente ha cominciato a chiedermi i pesci più colorati, così ho iniziato a usare anche le scatolette della carne o dei pomodori. Per dargli una forma tridimensionale, le ritaglio creando una specie di origami di metallo che poi fisso su pannelli di legno recuperato dalle cabine dei bagni o dagli armadi destinati alla discarica. Le mostre che ho fatto con Lega Ambiente Liguria ad Albissola e a Genova, durante la mostra sui rifiuti che premiava le città virtuose, sono state un vero successo”.

Quando ha deciso di dedicarsi a tempo pieno alla scultura, Roberto Scarpone ha percorso per anni i boschi che circondano l’ex “città della pellicola”, cercando radici di castagni ormai secchi. Le forme più strane e fantasiose, sottolineate dal trapano e nobilitate dalla cera in uno scantinato di Savona, esaltano l’infinita fantasia di una delle foreste più grandi d’Europa, che, purtroppo, pochissimi conoscono.

Recentemente, la scelta di trasformare in sculture e composizioni le scatolette di tonno ha creato una specie di circuito virtuoso: “Ormai c’è un giro consolidato di persone che mi portano scatolette per alimenti di tutti i colori: sia clienti che hanno acquistato i miei lavori, sia amici o conoscenti. Non faccio in tempo a realizzare una nuova composizione che qualcuno me la chiede, ma la mia vecchia vera passione resta il legno. Non c’è nulla che eguagli la creatività degli alberi. Il problema è portare a valle le radici. Se sono grosse sono costretto a trascinarle. A Ferrania avevo un amico con un quad che mi aiutava. Adesso devo fare tutto a piedi.”

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