L’illusione è svanita. In tanti pronosticavano una Ferrari rinata dopo l’anomalo e poco indicativo Gp di Germania, ma quella che è apparsa in Ungheria è ancora una volta una vettura che concettualmente è molto sbilanciata dal punto di vista aerodinamico. Una SF90 che, come da inizio anno vado ripetendo, non genera il carico aerodinamico di Mercedes e Red Bull e che, non a caso, nelle piste che richiedono tanta spinta verticale passano inesorabilmente davanti alla rossa.

D’altronde Binotto ha ammesso di aver dirottato più energie verso il progetto 2020 visto che ormai è chiarissimo che il mondiale è un obiettivo impossibile da conquistare. Alcune novità tecniche sono state introdotte in pista in Ungheria, ma certamente non hanno portato il risultato sperato. Nel disegno sotto il profilo a boomerang che gli aerodinamici della Ferrari hanno aggiunto subito davanti le pance dei radiatori, per migliorare lo scorrimento dei flussi lungo le pance e ridurre i disturbi delle turbolenze nocive generate dall’ala e dalle sospensioni anteriori.

Probabile quindi che questa SF90 così efficiente aerodinamicamente e dotata di un bassissimo drag possa competere per una vittoria a Spa, e forse, ancor di più a Monza, sempre se la concorrenza non trovi, nel frattempo, soluzioni adatte a piste da basso carico potendo – Mercedes principalmente – contare su un motore dell’indubbia potenza. Vanno spese però delle parole d’elogio nei confronti di Max Verstappen che forse a Budapest ha ottenuto il massimo risultato che poteva conquistare. La Red Bull si è dimostrata veloce in qualifica, e la prestazione pura, quindi, sembra esserci. Frutto sicuramente di una prestazione eccellente di Vertappen, di una macchina aerodinamicamente fantastica e Newey come al solito – ora concentrato esclusivamente sul progetto F1 – ha saputo tirar fuori dalle linee della RB15 quel carico necessario per competere per le prime posizioni. Honda invece? Sì, certo, è migliorata sensibilmente, ma che la pole (e il podio) arrivi in Ungheria su una pista in cui il motore conta decisamente meno che altrove, dovrebbe ridimensionare la “quota” dei complimenti da assegnare ai nipponici.

Ultimo commento sulla gestione Ferrari. Di certo più di questo non potevano fare con la macchina che, come ho detto, è decisamente sbilanciata. Va detto però che potevano risparmiarsi il duello finale tra Vettel e Leclerc, dando la soddisfazione del podio ad un pilota che sta dimostrando di essere sempre più veloce del capo squadra.

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