“Oggi cominciamo ufficialmente i lavori preparatori per la manovra economica“. Parola del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha invitato a Palazzo Chigi le parti sociali per ascoltare e presentare le dichiarazioni di intenti del governo. Nei giorni scorsi aveva fatto discutere la convocazione delle parti sociali da parte del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che infatti non è presente al tavolo con il premier, mentre alla sua sinistra siede l’altro vice, Luigi Di Maio, accompagnato da una pattuglia di ministri M5s. Per la Lega è presente solo il titolare dell’Agricoltura, Gianmarco Centinaio. Il leader M5s porta a Palazzo Chigi il progetto di ridurre il cuneo fiscale, alleggerendo i conti delle imprese per 4 miliardi di euro. Il Carroccio però, da fuori, critica: “Non servono mini interventi di cui nessuno si accorge“. Replica la viceministro dell’Economia, Laura Castelli: “È facile giudicare, molto meno per qualcuno fare proposte concrete“.

Salvini e la Lega premono per una manovra “coraggiosa” e veloce, ma intanto arriva la prima certezza: non si farà entro agosto. Nonostante i tentativi di accelerazione, solo dopo l’estate l’esecutivo presenterà alle parti sociali delle “proposte concrete“, che siano di rimodulazione dell’Irpef, di introduzione della flat tax o di riduzione del cuneo fiscale. Il premier aveva già sminuito le riunioni organizzate al Viminale dal suo ministro dell’Interno. Ora sottolinea che serve una fase d’ascolto da lui coordinata, che proseguirà con altri due incontri su Sud e Lavoro, i prossimi due lunedì. Solo dopo si aprirà il vero cantiere della manovra, che come di consueto – almeno nelle intenzioni di Palazzo Chigi – dovrebbe essere presentata ad ottobre.

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria, che partecipa al confronto presieduto da Conte, sottolinea che il deficit sarà “molto contenuto” e verrà disinnescato l’aumento dell’Iva. Il professore di Tor Vergata, inoltre, sottolinea che gli 80 euro di Renzi “avranno un altro nome, ma magari anziché 80 diventeranno 90“. Ad ogni modo, il messaggio è che non ci sarà una perdita per i beneficiari coinvolti. Ma Conte mette le mani avanti: per ora non c’è alcun progetto pronto, solo a settembre arriverà una proposta “concreta” e “condivisa” dall’intero esecutivo.

Il vicepremier Luigi Di Maio introduce alcune novità, a partire dall’idea di un piano casa per sistemare 600mila alloggi da destinare alle giovani coppie, lanciata peraltro anche da Matteo Salvini. Il leader M5S porta a Palazzo Chigi anche il progetto di ridurre il cuneo fiscale, alleggerendo i conti delle imprese per 4 miliardi ma non entra, almeno davanti ai sindacati, nel dettaglio. Si starebbe studiando, come fa sapere il M5s, un esonero dal contributo dell’1,6% che oggi le imprese versano per finanziare la Naspi, a fronte di assunzioni a tempo indeterminato. Ma non è chiaro se il ‘bucò di risorse per gli ammortizzatori sociali sarebbe coperto dalle casse pubbliche.

I sindacati non vedono di buon occhio questa opzione: su salari e pensioni, secondo Cgil, Cisl e Uil, si deve concentrare anche la riforma fiscale. Bene l’avvio del confronto ma “quello che conta è quello che verrà deciso”, sintetizza Maurizio Landini, sottolineando, a chi gli chiede del Viminale, che “per noi il governo è uno” e la sede del confronto “è Palazzo Chigi“. Le critiche alla proposta M5s arrivano soprattutto dalla Lega: “La manovra economica deve essere coraggiosa e utile a tanti italiani, lavoratori e famiglie. Condividiamo i dubbi di chi sostiene che 4 miliardi di tagli alle tasse siano davvero pochi“, dichiarano il viceministro Massimo Garavaglia e il sottosegretario al Mef Massimo Bitonci. “Leggo di alcuni colleghi che criticano la nostra proposta di riduzione del cuneo fiscale. A loro consiglio di approfondire la proposta, prima di giudicarla. Forse sfugge che il taglio dei 4 miliardi a cui si riferiscono è circoscritto ad un provvedimento specifico. Si riduce il costo del lavoro a carico della aziende e si neutralizza quasi totalmente l’incremento dei costi determinato dal salario minimo. Sono numeri congrui, basta interpellare l’Inps, con cui stiamo costruendo il provvedimento, per averne la conferma”, replica la viceministro M5s Laura Castelli.

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