Sono felice che Giulia Grillo abbia fatto sue le mie parole invitando le Regioni ad attivarsi per ottenere il rimborso dalla Novartis dei centinaia di milioni di soldi pubblici spesi per un farmaco oculistico, superando il titolo V della Costituzione in questo caso imperfetto. Demandare la sanità alle Regioni può non essere unanime per tutti i cittadini italiani. Questa vittoria la sento sicuramente anche un po’ mia.

Nello stesso modo sono triste per la perdita di un grande uomo come Francesco Saverio Borrelli che in tempi passati, in relazione all’arresto al San Raffaele di numerosi primari, disse che eravamo al cospetto di una nuova tangentopoli, sanitaria. Ma cosa è cambiato da allora? Nulla, perché la politica continua ad avere le mani dentro la salute dei cittadini e nella sanità del Paese.

Mi indigna la concessione di arresti domiciliari presso l’abitazione di un medico, in quanto povero, dell’ex Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni che ha deteriorato, con clientelismo, corruzione e concussione, il giusto concetto di apertura ai privati della sanità in Lombardia che si è coperta di scandali che tutti dimenticano, come il San Raffaele, Stamina, Maugeri, ecc.

Solo il giusto controllo sul lavoro sanitario, come spiego da 15 anni con controllo a campione sui pazienti, può proteggere il cittadino dallo sfruttamento a fini privati del suo benessere. Se ci fossero stati controlli seri non avremmo avuto nemmeno l’interesse privato di una onlus che gestiva dializzati il cui referente, ed ex vicepresidente della Regione Lombardia, Mario Mantovani, è stato condannato nei giorni scorsi a 5 anni e mezzo.

Ma chi comincerà a farsi carico, da politico vero, delle prossime generazioni senza approfittarsi in quel gioco di distruzione del Sistema Sanitario Nazionale a scapito del privato che vuole guadagnare sulla salute e sulla malattia del cittadino? In questo gioco di specchi, altra notizia quanto meno strana, scritta appositamente di sfuggita in questi giorni prima delle vacanze, è la nomina di Angelino Alfano, non più eletto dai cittadini, a capo del gruppo sanitario privato più importante, il San Donato della famiglia Rotelli.

Ancora la politica che non muore mai, anzi resuscita, che vuol controllare anche “il sangue” dei cittadini. Chissà ora cosa si racconteranno Borrelli e Craxi con la mente libera e il corpo leggero. Borrelli forse chiederà: “Bettino, ma il finanziamento illecito dei partiti che tu hai detto che ha coinvolto qualunque partito è servito anche per costruire questa grande ospedalità privata con leggi regionali apposite, come io ho immaginato quando dissi che la nuova tangentopoli sarebbe stata sanitaria?”

E Craxi, forse, risponderebbe: “Saverio, io mi sarei fatto sicuramente curare al San Raffaele se tu me lo avessi permesso, mica in un ospedale pubblico. In fondo è un po’ anche mio…” Ma noi cittadini “onesti” restiamo sulla terra e #salviamoilsistemasanitarionazionale. Buona estate a tutti, in salute.

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