Ringrazio pubblicamente l’avvocato Giorgio Muccio che lunedì mi ha fatto avere via mail la sentenza, appena inviata a lui, del Consiglio di Stato che rigetta il ricorso di Roche-Novartis contro l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Ma andiamo con ordine, visto che parlo di Avastin-Lucentis dal primo mio articolo del 29 settembre 2011! Ma ora preferisco citare solo l’ultimo, dove chiedo ufficialmente alla ministra Giulia Grillo di risparmiare per poter redistribuire la spesa sanitaria in previsione di una manovra finanziaria che ci permetterà solo di aspettare le vacanze, prima di abbattersi con i suoi tagli e i suoi dolori.

Ora ha un’arma in più, dopo le interrogazioni alla Camera a Beatrice Lorenzin, presentate proprio su indicazioni mie e di Giorgio Muccio. Mi risponderà forse come mi ha risposto per History Health: che c’è l’articolo V da rispettare. Nello specifico se la ragione è alta, come in questo caso, forse si potrebbe partire proprio dalle diseguaglianze da Regione a Regione per cercare di equilibrare, dopo la sentenza che conferma l’accordo di cartello per vendere il farmaco più costoso e non il migliore.

Infatti, per quello di cui io sono a conoscenza, la Regione Emilia Romagna ha deciso di usare da tempo Avastin dopo la conferma dell’Oms, mentre la Regione Lombardia continua a non usare Avastin ma ha chiesto risarcimento alla Novartis.

Giulia Grillo in qualità di ministra non potrebbe far monitorare la spesa a livello nazionale, con segnalazione alla Corte dei Conti, per far usare il farmaco meno caro in modo da salvaguardare la spesa nazionale per quanto riguarda la degenerazione maculare senile? Cerchi il modo per far usare Avastin in tutte le strutture sanitarie pubbliche e accreditate. Non prendiamoci in giro.

Mentre a tutti i cittadini italiani che hanno fatto interminabili cicli di Lucentis in modo privato; a tutti i medici che hanno messo nella loro parcella l’uso di Lucentis, pagandolo; e naturalmente a tutte le Regioni che non hanno richiesto risarcimento alla Novartis dopo la pubblicazione della sentenza, consiglio di far causa per risarcimento danni entro febbraio 2020 (quando scade la prescrizione) in modo che siano quantificati. Cominciamo a fargliela pagare!

La storia continua alla prossima puntata o al prossimo ministro, se l’attuale non riesce a risolverla definitivamente.                                                                       

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