Il team che ha dato i natali alla serie Yakuza torna in occidente con Judgment, uno spin-off  votato all’investigazione ma con la solita cura per i dettagli che caratterizza le loro precedenti produzioni. Nel nuovo gioco conosceremo Takayuki, un investigatore privato dal passato burrascoso che si trova ad investigare su una serie di misterioso omicidi che mettono in subbuglio Kamurocho: un serial killer sta uccidendo dei mafiosi lasciandosi dietro una firma macabra che lo contraddistingue, la mancanza dei bulbi oculari delle vittime.

Con questa premessa Judgment mette subito in chiaro la sua natura più investigativa rispetto ai suoi fratelli maggiori, introducendo meccaniche nuove a quello che contraddistingue la serie di Yakuza da sempre: se da un lato abbiamo un ottimo sistema di combattimento e una trama che tiene il giocatore sempre interessato, dall’altra abbiamo pedinamenti e serrature da scassinare, una ventata di aria fresca per la lunga serie ambientata tra i vicoli del giappone.

Tornano come sempre le tantissime attività secondarie e i tanti cabinati arcade che hanno fatto la storia di SEGA, rappresentando un ottimo diversivo tra un’ investigazione e l’altra, mentre conosciamo passo dopo passo il protagonista, dal passato tormentato ma anche dalla ferrea volontà di seguire il corso della giustizia, ovviamente non solo a parole, ma con due stili selezionabili per difendersi da ogni scontro che inevitabilmente verrà scatenato mentre cerchiamo di fare luce sugli omicidi; graficamente il Dragon Engine anima tutto il quartiere con una dovizia di particolari che farà la gioia di ogni appassionati di cultura giapponese, riproponendo ogni minimo dettagli di quella Kamurocho che sembra letteralmente vivere attraverso i personaggi che ci vengono presentati durante i tredici capitoli del gioco.

Come in ogni altra produzione dello studio, le musiche ben rappresentato lo scorrere della vita nel quartiere nipponico, e non mancano di sottolineare durante le numerose missioni secondarie e della storia, sia momenti più divertenti e leggeri che quelli di tensione, che spesso la fanno da padrone in Judgment, che per la felicità degli avventori italiani ha finalmente anche dei sottotitoli nella nostra lingua, permettendo di essere goduto proprio da tutti i giocatori.

Judgment è indubbiamente un prodotto che porta una ventata di novità alla serie di Yakuza che dopo sette capitoli iniziava a ristagnare, introducendo delle meccaniche che rinfrescano la serie e dando una sua identità, intrecciata ma separata dalla serie ufficiale. SEGA ha fatto nuovamente centro con questo titolo, portando quella freschezza che in questa caldissima estate serviva.

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