Ryanair ha ordinato centotrentacinque Boeing 737 Max, ma cambierà il loro nome. Il modello aereo protagonista di due incidenti che hanno provocato la morte di 346 persone, secondo quanto riporta il Guardian, diventerà “Boeing 737 8200“. Per ora non ci sono conferme da parte della compagnia aerea irlandese, ma il giornale scrive che un 737 Max è stato fotografato davanti agli hangar dellla Boeing senza la scritta “Max”, sostituita da “8200”, probabilmente proprio per scongiurare reazioni negative da parte dei passeggeri sul modello che, dopo gli incidenti, è fermo in tutto il mondo.

Il primo incidente del Boeing era avvenuto il 29 ottobre 2018: l’aereo del volo Lion Air era caduto in mare dopo il decollo da Giacarta, in Indonesia, con 189 persone a bordo, tutte decedute. Pochi mesi dopo, il 10 marzo scorso, un altro aereo dello stesso modello è caduto in Etiopia, schiantandosi al suolo sei minuti dopo il decollo e provocando la morte delle 157 persone a bordo. Dopo il primo incidente la società costruttrice aveva lanciato un’allerta sicurezza su un software di controllo che potrebbe confondere i piloti e provocare una discesa ripida degli aerei. E i familiari di una delle vittime del disastro aereo del 29 ottobre avevano deciso di intentare una causa perché, secondo i legali, la Boeing non avrebbe istruito adeguatamente i piloti della Lion Air di un cambiamento nelle procedure di sicurezza del velivolo: nei 737 MAX-8 è infatti presente un nuovo dispositivo automatico che abbassa il muso dell’aereo e accenna una picchiata in determinate situazioni per riprendere portanza o evitare uno stallo: il cosiddetto ‘auto-dive‘.

Boeing sta cercando di convincere le autorità che i cambiamenti apportati al software del velivolo sono sufficienti a garantirne la sicurezza. Ma lo stop prolungato è destinato a far sentire il suo peso sulle attività delle compagnie che contavano sul ‘737 Max’ per rinnovare o espandere le proprie flotte. Fra queste c’è la stessa Ryanair, che ha annunciato che chiuderà alcune delle sue basi a causa dei ritardi previsti nelle consegne del jet colpito dalla crisi della Boeing. La compagnia irlandese ha dichiarato che terrà colloqui “per determinare quali basi dovrebbero subire questi tagli o chiusure a breve termine, già a partire da novembre 2019” a causa di un quasi dimezzamento nelle consegne previste dell’aereo della Boeing e un conseguente minore tasso di crescita (dal 7% al 3%) atteso per l’estate 2020.

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