Un anno di tempo per coprire il vuoto normativo sul fine vita. Tanto aveva lasciato la Consulta al Parlamento per legiferare. Eppure il tempo sta per scadere, con i lavori bloccati e più volte rinviati, come ha denunciato l’associazione Luca Coscioni.  Per questo motivo Marco Cappato e Mina Welby hanno organizzato un presidio prima alla sede del Partito democratico a Roma, poi al Ministero dello Sviluppo economico, per sollecitare il segretario dem Nicola Zingaretti e il capo politico del M5s, Luigi Di Maio, con l’obiettivo di trovare una maggioranza utile per approvare una legge sull’eutanasia legale.
È noto come i vostri elettori siano in gran parte favorevoli, ma i vostri gruppi parlamentari hanno impedito la discussione in Aula dei testi depositati, a partire dalla proposta di legge di iniziativa popolare depositata ben sei anni fa”, si legge nella lettera consegnata da Cappato prima a una delegazione della segreteria dem (Zingaretti era assente, ndr), poi ad alcuni funzionari del Ministero. “Era stata fissata l’inizio della discussione alla Camera per il 24 giugno, poi era slittata a luglio per nuove audizioni, finché tutto è stato rinviato a settembre“, ha denunciato Riccardo Magi, deputato di +Europa. “Basta parole, ci sia un impegno concreto in Aula. La costruzione di un’alternativa rivendicata da Zingaretti non va solo evocata, ma pure praticata”.
Era il 27 febbraio 2017 quando, in una clinica svizzera, Fabiano Antoniani, noto a tutti come Dj Fabo, morì, scegliendo il suicidio assistito per mettere fine alle sue sofferenze. E con lui c’era proprio Marco Cappato, che rientrato a Milano decise di autodenunciarsi ai carabinieri, dato che per la legislazione italiana chi aiuta una persona a suicidarsi è punito con la reclusione da 5 a 12 anni. L’atto di disobbedienza civile portò Cappato a processo ma la Consulta, dopo che la Corte di Assise di Milano emise un’ordinanza di remissione per il giudizio di costituzionalità dell’art. 580 del codice penale) evidenziò un vuoto normativo in termini di scelte. “Un risultato straordinario”, commentò allora Cappato, ma che rischia oggi di essere vanificato dallo stop ai lavori parlamentari in merito. E dai continui rinvii.
“Timori del M5s che la Lega faccia saltare il governo e forte presenza conservatrice dentro il Pd frenano la possibilità che venga affrontato il tema? Nel contratto di governo c’è prima di tutto l’impegno affinché vengano discusse le leggi di iniziativa popolare. Quindi una decisione deve essere presa. O si cerca una maggioranza per approvare la legge sull’eutanasia legale o almeno sull’aiuto alla morte volontaria, oppure Zingaretti e Di Maio devono assumersi la responsabilità di affossare la legge“, insiste Cappato. E Magi ricorda: “Sulla carta, in base a quanto ribadito da partiti e parlamentari, i numeri ci sono. Ora si passi ai fatti”. Ma, spiegano, “quello che non tolleriamo è che si vada avanti a sabotare la discussione in Aula, con la tecnica del rinvio”.
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