Qualche ex adolescente si sarà ritrovato uno dei suoi personaggi dai grandi nasi e i suoi animali buffi sul suo diario di scuola. I meno giovani si saranno divertiti sicuramente con le sue strisce. Altri ancora avranno comprato uno dei biglietti di auguri, ironici eppure senza parole. Il mondo del fumetto dice addio a Guillermo Mordillo Menéndez, fumettista e cartoonist argentino che con il suo umorismo muto ha conquistato l’Europa e non solo. Mordillo aveva 86 anni: si è sentito male, racconta El Paìs, mentre era a cena con i suoi parenti in un ristorante vicino a Palmanova, località dell’isola di Maiorca dove aveva una delle sue case. Dopo poche ore l’artista è morto.

Nato da una famiglia di emigrati spagnoli in Argentina, ha realizzato il suo primo disegno all’età di dodici anni ed è stato fra i cartoonist maggiormente pubblicati nel mondo durante gli anni Settanta. I suoi disegni – che appaiono su puzzle, diari e poster – sono caratterizzati da colori vivaci e da uno spiccato umorismo che restituisce ai suoi buffi e pacifici personaggi, animali dagli occhi enormi, elefanti tondeggianti o le onnipresenti giraffe dal collo lunghissimo, che non si esprimono a parole ma attraverso la gestualità e l’espressività del volto. Tra i premi ricevuti nella sua carriera il Phoenix Prize of Humor nel 1973, il Yellow Kid Award nel 1974, il Nakanoki Prize nel 1977, il Cartoonist of the Year del Salone Internazionale dell’Humor di Montréal nel 1977 e la palma d’oro di San Remo.

Ma perché quell’umorismo muto? Racconta El Paìs che lui stesso aveva riconosciuto che nelle prime sue collaborazioni negli anni Sessanta in Francia, era l’unica maniera per nascondere che non sapeva il francese. Da quando aveva 20 anni non aveva mai smesso di viaggiare: dall’Argentina al Perù, poi Stati Uniti e Spagna. Il franchismo non gli piace e si sposta a Parigi dove la sua carriera ha una svolta con le collaborazioni con Paris Match e Marie Claire, che gli aprono la strada per le riviste più importanti del mondo.

Lo stile inconfondibile, quei contorni così rotondi e quei colori accesi, l’ironia senza parole, hanno accompagnato negli anni temi che stavano sempre fuori dalla satira politica. Piuttosto i suoi lavori parlavano di relazioni umane, sesso compreso. Ma anche tanto sport, calcio in particolare. Dalla vignetta al merchandising il passo fu breve: tazze e bicchieri, peluche, biglietti di auguri, puzzle. Per decenni i disegni di Mordillo sono entrate anche nelle case degli italiani. El Paìs ricorda che nonostante la lunga carriera Mordillo realizzò solo tre mostre tra la fine degli anni Sessanta e il 1989, ma è chiaro che non è stato importante. Il messaggio universale, trasversale, senza tempo ha fatto entrare Mordillo nei ricordi di milioni di persone.

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