Domenica 30 giugno e martedì 2 luglio tornerà in onda, per la gioia dei numerosi telespettatori, Storie Maledette. Il programma di Rai3 ospiterà Antonio Ciontoli, l’uomo condannato a cinque anni per la morte del giovane Marco Vannini. L’intervista concessa a Franca Leosini, con promo già in circolo da giorni, rischia diventare un piccolo caso per la rete diretta da Stefano Coletta. Nel corso dell’ultima puntata di Chi l’ha visto?, in onda il 26 giugno, Federica Sciarelli ha così commentato: “Per dovere di chiarezza, dobbiamo dire che noi di Chi l’ha visto? abbiamo sempre chiesto l’intervista ad Antonio Ciontoli. A noi, Antonio Ciontoli, l’intervista non l’ha mai concessa. Come si dice, fatevi una domanda e datevi una risposta”.

La conduttrice è apparsa infastidita, quasi a voler lanciare un j’accuse al programma in onda sulla stessa rete. “Io non commento Federica Sciarelli“, le ha replicato la padrona di casa di Storie Maledette in un suo intervento a Radio Capital: “A parte il fatto che non si capisce mai quello che penso, io sono favorevole ad un solo elemento: la verità. E’ l’unico obiettivo che tento di raggiungere nelle tante storie maledette che ho costruito. Io cerco in tutti i modi di non far capire mai il mio pensiero, studio gli atti del processo.”

Secondo il sito Dagospia, la Leosini, sorpresa dall’uscita della collega, avrebbe informato i piani alti dell’azienda. Prima della Sciarelli si era espressa, nella stessa trasmissione, Marina, mamma di Vannini che si batte da anni per chiedere giustizia: “Ho saputo dalla televisione e dai giornali che durante la trasmissione di Franca Leosini verrà mandata in onda un’intervista a Ciontoli. Noi non siamo stati avvisati di questa intervista. Questa cosa mi ha fatto rimanere molto molto male perché, tra le altre cose, stiamo parlando del caso che riguarda mio figlio”.

Per poi aggiungere: “Ho letto che il Ciontoli chiede il perdono a me e a Valerio, mio marito: il perdono di che cosa? Deve capire che io e Valerio non lo perdoneremo mai. Non avrà mai il nostro perdono, mai. Lui deve capire che a noi, insieme con la sua famiglia, ci ha ucciso un figlio che aveva vent’anni e tanta voglia di vivere. Lui non gli ha dato l’opportunità di vivere. In quella casa c’era Marco, che è uscito morto, e loro cinque. Quel colpo non ha ucciso Marco. Loro cinque non hanno chiamato i soccorsi, loro hanno lasciato morire mio figlio e l’hanno lasciato agonizzare per quattro ore”.

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