Brevi colloqui, prima con la cancelliera tedesca Angela Merkel, poi con il presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker. Il premier Giuseppe Conte in Giappone per il G20 di Osaka prosegue la sua negoziazione per evitare all’Italia la procedura d’infrazione per debito eccessivo. L’argomento è stato trattato anche nei vari bilaterali durante il pre-summit dei leader europei nella mattinata giapponese: “Incrociamo le dita. Confidiamo di portare a casa il risultato di evitare la procedura”, ha detto Conte a margine. Il premier ha smentito anche l’ipotesi di una procedura “congelata” e rinviata a ottobre, retroscena raccontata oggi da Repubblica: “Cosa significa? Significa giocare con le parole. Cerchiamo di non essere sempre anti-italiani “, ha replicato.  Comunque, nessun rinvio: “A breve sapremo se questa procedura viene completata o no. Se ci sarà un risultato buono, dovranno prenderne atto tutti, se fosse un risultato negativo, dovremmo misurarci con questo”.

Conte aveva già fatto capire che il G20 sarebbe stata un’occasione cruciale sul fronte della procedura per debito che l’Italia sta cercando di scongiurare. La trattativa sui conti pubblici potrà proseguire poi domenica a Bruxelles, a margine del vertice europeo straordinario convocato per sciogliere il nodo delle nomine Ue. Il premier, che fin da subito si è intestato la guida della trattativa con Bruxelles insieme al ministro Giovanni Tria, ha preferito lasciare la partita aperta fino all’ultimo minuto utile. In modo da lasciarsi ancora uno spazio di manovra che dovrà essere approvato nel Consiglio dei ministri, ufficialmente convocato per lunedì 1 luglio. In quell’occasione il governo approverà il ddl di assestamento di bilancio, il documento che unito a un dossier tecnico messo a punto dal Mef certificherà come i conti del primo semestre siano andati meglio del previsto. Tradotto, una riduzione del deficit, fino a quel famoso 2,1% del Pil più volte annunciato da Tria. Il giorno dopo, il 2 luglio, la Commissione Ue prenderà una decisione definitiva sulla procedura. Anche se l’ultima parola spetterà poi all’Ecofin del 9 luglio.

La decisione dell’Europa arriverà “a breve”, conferma lo stesso Conte, dal momento che “martedì c’è un collegio della Commissione e ragionevolmente già questa sarebbe una scadenza“. Il premier spiega che un eventuale “rinvio” a ottobre potrebbe solo significare che “la manovra che si farà in autunno, sarà sottoposta al sindacato e alla valutazione della Commissione”, come è “normale che avvenga”. “Se si porta a casa un risultato (quindi si evita la procedura) si riconosca che è un risultato che viene portato a casa, cerchiamo di non essere sempre anti-italiani e non giochiamo con le parole”, afferma Conte.

Per ora il commento che lascia presagire un avvio della procedura arriva dal premier olandese Mark Rutte che alla BBG TV dice: “L’Italia non sta facendo nulla per stabilizzare le sue finanze”, aggiungendo che non vede come l’Italia “possa sfuggire alle sanzioni sul debito”. Per Rutte “la Commissione deve intervenire per obbligare l’Italia ad agire sul bilancio”. “Il premier olandese è l’ultimo che può parlare“, risponde il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Tra Italia e Olanda è infatti incorso un duro confronto sulla vicenda della Sea Watch 3. La nave della ong infatti batte bandiera olandese e Roma ha già compiuto un passo formale nei giorni scorsi per verificare eventuali omissioni da parte dei Paesi Bassi. Intanto dall’Aja hanno fatto sapere che non hanno intenzione di partecipare alla redistribuzione dei migranti a bordo della Sea Watch 3.

Il premier ha avuto sul tema un lungo colloquio proprio con Rutte. Conte, in un’intervista al quotidiano giapponese Yomiuri Shimbun, ha poi parlato delle regole europee sui conti: “L’Italia intende rispettarle ma anche contribuire a cambiarle” ed è “pronta a fare la sua parte” per “costruire un’Europa più vicina ai cittadini: più forte ed equa”. “Bisogna – ha aggiunto – ridisegnare le regole economiche e sociali della governance europea per garantire un maggiore bilanciamento tra stabilità e crescita e tra riduzione e condivisione dei rischi, in modo da creare le basi per una coesione più forte nelle nostre società”. A margine del G20 il premier invece ha commentato l’ipotesi di Mario Draghi presidente della Commissione europea: “Saltano mille nomi, in questo momento sono giorni caldi. Aspettiamo, ci sono candidature più probabili, altre meno. Stiamo lavorando tutti insieme, c’è un buon clima costruttivo“.

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