È già sui tavoli della Cassazione da oltre una settimana il ricorso della Procura di Milano contro la mancata convalida da parte del giudice Stefano Caramellino dell’arresto di Marco Carta, bloccato dalla polizia locale mentre, assieme a un’amica, usciva dalla Rinascente la sera dello scorso 31 maggio: nella borsa della donna gli agenti hanno trovato sei magliette dal valore complessivo di 1200 euro alle quali erano state staccate le etichette antitaccheggio. L’accusa nei suoi confronti è di furto aggravato in concorso e a settembre dovrà affrontare il processo.

Dopo l’arresto, Carta era stato posto ai domiciliari ma lo scorso 1 giugno, alla fine del processo per direttissima, il giudice non aveva convalidato l’arresto dell’ex concorrente di Amici e non aveva applicato alcuna misura cautelare. Per la donna, al contrario di quanto deciso per il cantante, l’arresto era stato invece convalidato. “Non vedo l’ora che arrivi settembre per poter affrontare finalmente tutta la questione e poter urlare al mondo ancora di più la mia innocenza – ha detto solo un giorno fa Marco Carta in un’intervista a FqMagazine-. Quando si è diffusa la notizia in un primo momento c’è stato un panico generale, ma immediatamente dopo la decisione del giudice tutti si sono calmati. L’idea di slittare la promozione del disco e del libro, a cui ho aggiunto il capitolo sul furto mentre stava andando in stampa, non sarebbe stato giusto nei confronti dei fan e di quelli che lavoravano a questo progetto da mesi”.

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