“Il vero problema non è tanto che questo mentecatto abbia detto quelle parole, perché da lui non ci si poteva aspettare altro. Il problema è stato invitare questo mentecatto e addirittura averlo fatto sedere su un trono, in modo da dargli visibilità. Quelle persone non cercano che quello”. Sono le parole pronunciate ai microfoni de “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, da Salvatore Borsellino a proposito degli insulti pronunciati nella trasmissione Realiti (Rai2) sui magistrati Paolo Borsellino e Giovanni Falcone da Leonardo Zappalà, giovane cantante neomelodico catanese.

“Dare visibilità a queste persone è estremamente sbagliato – continua Salvatore Borsellino – Tuttavia, in questo caso la Rai ha fatto quello che doveva fare, e cioè chiedere scusa, far declassare il programma in seconda serata, togliere la diretta, in modo che non possano più accadere imprevisti del genere. Diverso fu il caso di tre anni fa, quando Bruno Vespa intervistò nella sua trasmissione il figlio di Totò Riina per fargli dire quanto fosse buono il padre e quale fosse la dignità della sua famiglia. In quella occasione, diversamente da quello che ha fatto Enrico Lucci, che ha rimproverato e ha fermato il suo ospite, Vespa fece parlare a ruota libera Salvo Riina. E non fu preso nessun provvedimento. In quel caso ci fu un messaggio molto più grave e molto più devastante”.

Il fratello del magistrato torna ancora su Zappalà: “Io mi chiedo perché danno visibilità a un mentecatto del genere, che cerca, appunto, solo visibilità. Purtroppo quest’ultima oggi è diventata la cosa più importante, ci sono ragazzi disposti ad ammazzare la madre pur di finire sui giornali. E dare visibilità a un ragazzo del genere, mettendolo anche sul trono, è davvero un messaggio devastante. Perché non si dà visibilità ai ragazzi delle scuole dove vado a parlare e che mi ascoltano per ore quando parlo di mio fratello? Nel mondo di oggi contano solo i like e dare visibilità a certi mentecatti non è giusto”.

Salvatore Borsellino chiosa: “Il nostro è un Paese in cui delle persone si riuniscono per dare solidarietà a una persona che a Ivrea ha freddato un ladro che stava scappando, sparandogli alle spalle. Ma, d’altra parte, in un Paese in cui un ministro passa il tempo a farsi i selfie e a portare il messaggio secondo cui la visibilità è l’unica cosa importante, non ci si può aspettare granché”.