“Pamela Prati ha sempre saputo che non ci sarebbe stato questo matrimonio”. Parole di Pamela Perricciolo che si confessa nella lunga (e attesa) intervista rilasciata a Fanpage.it (per la quale, specifica la giornalista, non è stato ricevuto alcun compenso). Perricciolo racconta di come l’imprenditore Mark Caltagirone, padre di due presunti figli in affido, non sia mai esistito e svelando la sua verità a proposito del profilo di Simone Coppi e delle altre decine di profili fake utilizzati nel corso degli anni. Nell’intervista la Perricciolo fornisce le prove che dimostrano che la socia Eliana Michelazzo sapeva la verità circa queste identità fittizie e aggiunge che Pamela Prati era d’accordo con loro per spingere la finta esistenza di Caltagirone e il suo matrimonio.

La Perricciolo sostiene che un “Marco” esistesse davvero all’inizio e afferma che fu lei stessa a parlare di quest’uomo a Pamela Prati: “Avevo detto a Pamela Prati che c’era un uomo che ha frequentato il mio ristorante e che mi chiedeva spesso di lei. Mi diceva di chiamarsi Marco e di non vivere in Italia. Verso fine marzo, Pamela mi dice di avere cominciato a scambiarsi messaggi con questo uomo. A oggi nemmeno io posso dire si chiamasse Caltagirone, ma proprio da quel momento Pamela ha cominciato a raccontare di avere conosciuto questo imprenditore che lavorava all’estero. Da qui la situazione ci è sfuggita di mano” per poi chiarire: “Il matrimonio non c’è stato perché questo uomo non c’era”.

E i profili intestati ai familiari di Simone Coppi, fidanzato inesistente di Eliana Michelazzo? Falsi, secondo Perricciolo, nati anni fa e gestiti da lei stessa e da alcuni amici dei quali preferisce non fare il nome. Chiarisce che il “magistrato Simone” non esiste e che Eliana Michelazzo, dopo avere conosciuto un certo Simone nel 2009, abbia portato avanti con lei questa bugia per un fatto di comodo: “Eliana aveva iniziato a sentirsi con una persona. Lo incontrò a Fontana di Trevi. In quel periodo ebbe qualche problema, dire che fosse sposata serviva a far capire che non era da sola. All’inizio (delle chat social, ndr) non era consapevole del fatto che Simone non esistesse ma dopo l’ha capito. È partito tutto per proteggerla e poi non siamo più tornate indietro, era una situazione di comodo”.

Perricciolo affronta anche la questione legata all’identità del bambino spacciato per Sebastian Caltagirone. “Questo ragazzino era un iscritto dell’agenzia Aicos. Abbiamo fatto la cosa tremenda di farlo passare come figlio di Mark Caltagirone. Pensavamo di uscirne e, invece, ci siamo sotterrate” . “La colpa è nostra al 50% – dichiara la Perricciolo – Il resto è di chi ci ha invitato in tv e fatto andare avanti in questa situazione. […] Se non fossimo servite a fare audience, ci avrebbero fermate e denunciate per truffa. Noi non ci abbiamo guadagnato, a parte Eliana Michelazzo ultimamente. Chi ci ha guadagnato davvero da questa storia sono i programmi. Nessuno sapeva con certezza che il matrimonio non ci sarebbe stato, ma se continui a invitarmi fai il mio gioco”.
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