L’ex re del Belgio Alberto II ha accettato di sottoporsi a un test del Dna che dovrà accertare se Delphine Boel sia davvero sua figlia illegittima. A decidere la misura era stata la corte d’appello di Bruxelles accogliendo le richieste dei legali della donna che sostiene di essere sua figlia illegittima: l’ex sovrano aveva però presentato ricorso in Cassazione dopo che a novembre la Corte d’appello gli aveva ingiunto di effettuare il test entro tre mesi. Ma i giudici hanno deciso che data l’età dell’ex sovrano 84enne non si può aspettare fino alla nuova sentenza. I media belgi avevano spiegato che il test dovrà essere effettuato subito anche se il risultato potrà essere reso noto solo quando la Cassazione si sarà pronunciata. Se la paternità fosse provata, la donna potrebbe accedere a parte dell’eredità dell’ex sovrano che ha un patrimonio di centinaia di milioni di euro.

Come racconta Il PostAlberto II ha fatto sapere di avere accettato ma non ha comunque rinunciato al ricorso. Il suo avvocato Guy Hiernaux ha detto che i risultati del test saranno tenuti segreti fino a che la più alta corte belga non si sarà pronunciata sulla questione ma potrebbero passare alcuni anni prima di arrivare al giudizio della Cassazione. Le prime voci su una figlia illegittima di Alberto comparvero in una biografia non autorizzata della moglie Paola di Liegi nel 1999. Ma è solo nel 2005 che Delphine Boel ha confermato che Re Alberto era il suo vero padre. La donna, oggi cinquantenne, sarebbe nata dalla relazione che la baronessa Sybille de Selys Longchamps intrattenne fra il 1966 e il 1984 con Alberto, allora principe di Liegi. L’ex re è salito al trono nel 1993 dopo la morte del fratello maggiore Baldovino. Ha poi abdicato nel 2013 per motivi di salute, cedendo lo scettro al figlio Filippo. Quindi, a seguito della perdita di immunità del presunto padre, Delphine Boel ha avviato la causa per il riconoscimento di paternità provocando speculazioni sulle vere ragioni dell’abdicazione.